Non vi è nulla di più fugace che il cibo ... ma nella memoria il suo ricordo rimarrà immortale ...


venerdì 1 aprile 2016

ECCHECAVOLO .... ROMANESCO ALLE NOCI & NOCCIOLE

Sul mercato troviamo ortaggi che si ripropongono in diverse stagioni, tra cui la grande varietà dei cavoli, appartenenti alla famiglia delle crucifere ... di loro, la natura ce ne propone di tutte le forme e colori.

Quello che preferisco è il romanesco, con le sue cimette piramidali che formano questo verde "cavolfiore" dall'aspetto molto natalizio e di grande impatto visivo: una vera opera di design, il suo gusto è più delicato della versione bianca e si presenta versatile anche tra i fornelli.

E' ricco di fibre alimentari, possiede una buona quantità di vitamina C e carotenoidi nonché di antiossidanti e, consumato crudo, ne possiamo sfruttare il potere antietà e anti-tumorale.

Di solito si crede che, il consumo a crudo degli ortaggi, sia migliore di quello cotto, ma l'equilibrio si trova sempre nel mezzo e, anche in questo caso, bisogna prendere in considerazione alcune informazioni:
  • a crudo se ne assorbono sia le proprietà nutrizionali benefiche (come ad esempio la vitamina C che è termolabile, così come alcuni sali minerali) che quelle anti-nutrizionali (come le molecole "chelanti" che agiscono legando i sali minerali contenuti, limitandone così l'assorbimento e alterando il metabolismo dello iodio); 
  • con la cottura, si annullano gli effetti delle molecole chelanti e si concentrano maggiormente carboidrati e proteine, aumentandone l'apporto nutrizionale e migliorandone la digeribilità.
Inoltre, il consumo dei cavolfiori a crudo, non è apprezzato da tutti i palati e, di conseguenza, la cottura, ne migliora anche il gusto e, a proposito di cottura, ricordiamo che, mantenendone la consistenza al dente, eviteremo di "appestare" la casa con il classico odore di cavoli che, diciamoci la verità, è davvero uno dei difetti mal sopportati in cucina da chiunque :D

La scelta per un buon romanesco, deve essere rivolta a fiori turgidi e sodi, dalle cimette compatte sia in superficie che nella parte sottostante, che deve presentarsi senza macchie scure ma di un bel verde prato sopra e bianco/verdino sotto.

La solita ricetta gustosamaveloce per chi ha poco tempo in cucina ma non vuole rinunciare al sapore !!!!

ROMANESCO ALLE NOCI & NOCCIOLE 
1 cavolo romanesco medio
100 g di noci sgusciate, spezzettate a mano
50 g di nocciole pelate, tostate, tritate grossolanamente
1 Cucchiaio di uvetta
2 Cucchiai di Vermouth o vino bianco
3 scalogni
sale e peperoncino q.b.
1 Cucchiaio di olio extravergine di oliva
  1. Portare a bollore abbondante acqua, leggermente salata.
  2. Lavare l'uvetta sotto acqua corrente e ammollarla nel vino, per 10 minuti.
  3. Mondare il cavolo dalla parte più coriacea del fusto e suddividerne le cimette; lavarlo in acqua abbondante e scolarlo.
  4. Scottare il cavolo nell'acqua bollente per circa 4 minuti o, fino a quando, risulterà tenero ma leggermente croccante; scolarlo e mettere da parte.
  5. Nel frattempo, mondare gli scalogni e tagliarli in quarti, saltarli su fuoco vivace per un paio di minuti, in un tegame con l'olio e un pizzico di sale, fino a quando diventeranno leggermente dorati.
  6. Aggiungere l'uvetta scolata, conservando il vino di ammollo, poi unire noci e nocciole, condire con un pizzico di sale e peperoncino e lasciare rosolare per un minuto.
  7. Aggiungere il cavolo scottato, regolare di sale e lasciare rosolare per un minuto.
  8. Prima di levare dal fuoco, sfumare con il vino o il vermouth usato per ammorbidire l'uvetta, lasciare evaporare, spegnere e servire caldo.

martedì 22 marzo 2016

SODALIZIO DI FRUTTA & VERDURA

"Di primavera fa pasti leggeri. D'estate ricorda che troppo cibo è nocivo. In autunno sta bene attento alla frutta, che non ti faccia male. D'inverno mangia e bevi quanto vuoi"
Regole Sanitarie Salernitane, IX-X sec.
Adoro la frutta in tutte le sue forme ..... 
cruda e fresca, cotta & coccolosa, intera o frullata, nei dessert e nelle pietanze, nei primi piatti o nelle pietanze .... e, naturalmente, nelle insalate.
Le prime tiepide giornate primaverili, richiedono il desiderio di rinfrescarmi con golosi sodalizi dell'orto :)

Una ricettina supericca di nutrienti, fibre, vitamine , profumi e sapori, ideale anche per il pranzo di Pasqua, da servire come "entrée".

Ricordate che, frutti come mela e pera, vanno tagliati all'ultimo momento, così da preservarne le proprietà ed evitarne processi di ossidazione, che li renderebbero bruttini da vedersi e mollicci nella consistenza !!!
 INSALATA DI FRUTTA & VERDURA
alla 
"AGRUMETTE"

2 piedi di insalata belga, fresca e croccante
100 g di spinacini novelli
una manciata di germogli freschi, a piacere
un pezzetto di daikon fresco 
opp. una manciata di ravanelli
una piccola barbabietola cotta 
una manciata di prezzemolo fresco
2 mele croccanti, a piacere
130 g di mirtilli freschi
50 g di gherigli di noce
1 Cucchiaio di semi di canapa decorticati
il succo di un'arancia
3 Cucchiai di succo di limone
3 Cucchiai di succo di bergamotto
1 cucchiaino di senape in crema
1/2 cucchiaino di purea di umeboshi (o sale q.b.)
1 cucchiaino di sciroppo d'acero
1 C di olio extravergine di oliva 
  1. Lavare la belga, eliminarne la parte più dura del torsolo e affettarla con uno spessore di 1 cm.
  2. Lavare gli spinacini e asciugarli.
  3. Separare le foglie di prezzemolo dai gambi, lavare e asciugare le prime, mentre gli scarti potranno essere riutilizzati per insaporire un brodo vegetale.
  4. Pelare il daikon e grattugiarlo a julienne oppure lavare i ravanelli e grattugiarli.
  5. Pelare la barbabietola e tagliarla a tocchetti di media grandezza.
  6. Lavare e scolare i mirtilli.
  7. Eliminare torsolo e semi dalle mele, tagliarle a pezzetti e bagnarle con il succo di limone.
  8. Preparare il condimento, emulsionando in una ciotola, con una frustina, olio, succo di arancia e di bergamotto, sciroppo d'acero, senape, purea di umeboshi; se non si possiede una piccola frusta, usare una forchetta.
  9. Assemblare l'insalata in una ciotola da portata oppure in ciotole individuali, distribuendo sul fondo la belga, poi gli spinacini, il daikon o i ravanelli, le foglie di prezzemolo, la mela col succo di limone, i mirtilli, cospargere con i semi di canapa e le noci spezzettate e servire irrorando con il condimento agli agrumi al momento di servire.
P.S. : il succo di arancia e bergamotto, andrebbero spremuti al momento della preparazione del condimento, per preservarne il più possibile la vitamina C; se preparato in anticipo, aggiungere un cucchiaino di succo di limone e conservarlo in frigorifero, dentro un contenitore di vetro sigillato.

lunedì 21 marzo 2016

AMOR D'ANANAS ... SFIZI ESOTICI IN CUCINA

"Biondo ananasso australe
m'attende stamane
la glauca chioma sfatta
da desiderio insonne.

Certo ti troverò
frutto mio tanto amato
soave nella polpa
al morso appassionato
offerto della bocca.

E poi che ti avrò
Signore del carrello
disprezzami se a mensa
libato ai Numi buoni
di baci non ti copro
finché non ti consumo"
(Michele Prenna)

I frutti tropicali sono accattivanti per i loro colori e profumi, forme e sapori .... ma anche per la ricchezza di caratteristiche nutrizionali che, ognuno, possiede.

L'ananas è tra i miei preferiti e, confesso, che potrei mangiarne una vagonata senza stancarmi :)

E' un frutto versatile che crea meravigliosi connubi di gusto a tavola, partendo dalle bevande fino ad arrivare al dessert.

Una delle sostanze più importanti in questo frutto, è la bromelina che possiede proprietà antinfiammatorie e antiedematose, utile rimedio anche in caso di celluliti con ritenzione idrica.
La quantità maggiore, però, è contenuta nel suo gambo e, quella che troviamo nel frutto, è sufficiente per facilitare la digestione di un pasto riccamente proteico o per "smuovere" la ritenzione idrica.

Anche il contenuto di vitamina C  è "sostanzioso" ma, bisogna ricordare, che queste due sostanze sono termolabili quindi, con la cottura, ne perdiamo la maggior parte.

In questo caso, l'ananas ci premia comunque, con le fibre che contiene e che, a livello intestinale, ne promuovono la  motilità, rallentando anche l'assorbimento dei lipidi.

L'ananas è uno dei frutti più ricchi di melatonina, sostanza responsabile del ciclo sonno-veglia .... 
diventa uno snack perfetto prima di andare a nanna :)

La ricetta di oggi  è uno spunto buonissimo da servire sia come antipasto che come contorno

ANANAS GRIGLIATO ALLA PAPRICA AFFUMICATA

400 g di ananas fresco, 
pulito e affettato con uno spessore di 1 cm abbondante
Per la marinatura
1 Cucchiaio di olio extravergine di oliva
da 1/2 a 1 cucchiaino di paprica affumicata o a piacere
1 Cucchiaio di sciroppo d'acero
1 Cucchiaio di salsa di soia (tamari per senza glutine)
1/2 Cucchiaio di aceto balsamico
  1. In un contenitore a chiusura ermetica, mescolare gli ingredienti per la marinatura.
  2. Aggiungere l'ananas affettato, chiudere la scatola e scuotere con delicatezza, poi lasciare riposare per un'ora, scuotendolo ancora per un paio di volte.
  3. Scaldare una griglia di ghisa a fuoco vivace e distribuirvi le fette di ananas, scolate leggermente dalla marinatura, lasciando cuocere pochi minuti, il tempo che si formino le classiche striature.
  4. Levare l'ananas dalla griglia e sistemarlo in un piatto da portata.
  5. Versare in un tegamino la marinatura rimasta e restringerla a fuoco medio basso fino a ottenere una glassa che veli il cucchiaio e servirla in accompagnamento all'ananas grigliato.

mercoledì 27 gennaio 2016

LE RICETTE DEL RICORDO .... GRATIN DI FINOCCHI

Fa molto anni ottanta e non vedo dove stia il problema .... spesso si sente criticare un piatto con questa "sentenza".Quando una pietanza è gustosa lo rimane per sempre ..... 
Per questo i finocchi gratinati al forno, sono uno dei miei piatti preferiti, una delle tante "ricette del ricordo" o, come si usa dire adesso un vero e proprio "confort food" !!!






















FINOCCHI GRATINATI AL FORNO

3 finocchi femmina (la forma più allungata e piatta)
1 Cucchiaio di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
1 cucchiaino di curcuma

Per la besciamella leggera di soia

4 Cucchiai colmi di farina 0
500 ml di latte di soia o di avena, al naturale
sale, pepe e noce moscata macinata, q.b.
2 C di olio extravergine di oliva 
1 Cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (facoltativo)
1 Cucchiaio di semi di sesamo
  1. In una casseruola capiente, portare a bollore acqua leggermente salata e curcuma.
  2. Nel frattempo mondare i finocchi, lavarli accuratamente sotto acqua corrente e tagliarli in 6-8 spicchi, secondo la grandezza.
  3. Sbollentare le verdure per 5 minuti o, fino a quando, saranno tenere ma rimanendo al dente, scolarle e mettere da parte.
  4. Per preparare la besciamella vegetale, in un tegame stemperare la farina con il latte vegetale poi portare a bollore mescolando con una frusta o con un cucchiaio di legno, fino a quando il composto si addenserà.
  5. Per questa ricetta, la consistenza della besciamella dovrà essere morbida e non eccessivamente densa; se fosse necessario allungare con acqua o altro latte fino a raggiungerla.
  6. Levare da fuoco, regolare il sapore a piacere, con sale, pepe macinato e noce moscata grattugiata.
  7. Scaldare il forno a 180°, opzione ventilato e ungere una pirofila adatta a questo tipo di cottura.
  8. Distribuire gli spicchi di finocchio sul fondo della pirofila preparata, cospargere con il lievito in scaglie, poi nappare le verdure con la besciamella.
  9. Cospargere con i semi di sesamo, irrorare a filo con l'olio e infornare per 10 minuti o, fino a quando, la superficie prsenterà una bella crosticina dorata.
  10. Sfornare, lasciare riposare 5 minuti prima di servire caldo. 

giovedì 21 gennaio 2016

ALIMENTOS CONFORT .... CALDO DE RES & RISO ALLA MESSICANA ....

Questa ricetta è una riscaldante zuppa tipica degli inverni del Guatemala, dove viene chiamata "Cocida" e del Messico, dove viene comunemente denominata "Caldo de res" o "Puchera", ricetta che si tramanda di generazione in generazione....

E' una minestra brodosa, preparata con carne di manzo e diversi tipi di verdure, tra cui pannocchie di mais e la chayote, una zucca/zucchina particolare che io, non avendo l'originale nella mia dispensa, ho sostituito con la zucchina trombetta.
 Normalmente viene accompagnata da tortillas o da riso "messicano" e, proprio per questo, la consistenza non deve essere densa.
Per riuscire a mantenere il brodo "limpido" è necessario organizzare l'aggiunta degli ingredienti, in funzione dei rispettivi tempi di cottura.
In questa versione, completamente vegetale, la carne di manzo è stata sostituita da pezzetti di chorizo vegetale, ma si possono utilizzare tofu, seitan (NO PER INTOLLERANZE AL GLUTINE) o tempeh, secondo i propri gusti e disponibilità.

Piatto unico, quindi, sostanzioso e corroborante .... ideale per queste giornate di freddo intenso..... proprio il "Confort Food" che ci vuole in inverno !!!
CALDO DE RES .... VEGETALE

2 lt di acqua
2 spicchi di aglio, pelati e privati del germoglio interno
1 piccola cipolla, sbucciata e tagliata a mezzaluna
1 pomodoro maturo, tagliato a pezzetti
  • Portare a bollore e lasciare cuocere 20 minuti circa, finché si saranno quasi dissolte le verdure.
  • Aggiungere le seguenti verdure, pelate e tagliate a tocchetti larghi circa due dita:
3 carote
1 piccolo daikon
1 piccola rapa
1 pannocchia, lessata
  • Cuocere per 15 minuti.
  • Aggiungere le ultime verdure, lavate, pelate e tagliate come sopra:
un pezzo di zucca
1 patata americana
1 patata
1/2 cavolo cappuccio, tagliato a tocchetti di circa 4 cm
2 coste di sedano 
1 tazza di proteina a piacere:  
chorizo vegetale, seitan (NO PER INTOLLERANZE AL GLUTINE)
tofu, tempeh o ceci lessati
  •  Condire con sale, pepe, cumino macinato a piacere e cuocere per 15 minuti circa, finché gli ingredienti saranno morbidi. 
Per servire:
una bella manciata di coriandolo fresco o prezzemolo, spezzettato grossolanamente con le mani
il succo di un lime
peperoncino fresco o essiccato q.b. 
  • Quando la zuppa è pronta, aggiungere gli ingredienti per condire, distribuire nelle ciotole e servire caldo con il 
RISO ALLA MESSICANA
250 g di riso integrale a grana lunga
500 ml di brodo vegetale
150 g di passata di pomodoro
1/2 Cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 piccola cipolla tritata finemente
1/2 cucchiaino di cumino in polvere o q.b.
sale q.b.
1 Cucchiaio di olio extravergine di oliva 
  • Rosolare la cipolla tritata in un tegame dal fondo spesso, con l'olio e un pizzico di sale.
  • Aggiungere il concentrato e la passata di pomodoro, il cumino, sale e pepe a piacere, rosolare per un paio di minuti, poi unire il riso e l'acqua; mescolare, abbassare la fiamma e coprire.
  • Lasciare sobbollire per 25 minuti o, fino a quando, il brodo sarà completamente assorbito e il riso cotto al dente.
  • Spegnere, lasciare coperto per 10 minuti, prima di servire.

sabato 2 gennaio 2016

DANDO A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE ..... IL FRENCH TOAST

Di francese ha il nome ... di italiano ha la tipica arte di rendere godereccia, la semplicità del riciclo degli avanzi .... di anglosassone ha l'arricchimento con salse e frutta, sulla falsa riga dei pancakes...
Fatto sta, che il French Toast è una coccola da veri golosauri professionisti.... e io lo adoro.

Tracce di questa ricetta, si trovano nel "De re coquinaria" una raccolta di ricette di Marco Gavio Apicio, gastronomo e amante della cucina e di banchetti, al tempo dell'Antica Roma.
Qui si parla di pane raffermo, immerso in una miscela di latte e uova che veniva, successivamente, fritto nel grasso: il "pan dulcis", servito con miele sulle tavole più ricche.
Dall'antica Roma, si è diffuso in tutta Europa, con nomi e variazioni sul tema:
in Francia si chiama "Pain perdu" (letteralmente "pane perso") ma in origine veniva chiamato "Pane romano" :)
Il panificio Casa del fornaio a Pompei I secolo d.C. 
in Gran Bretagna si chiama "Eggy Bread o Gypsy Toast"
in Portogallo e Brasile le "Rabanadas" è un tipico dolce servito al pranzo di Natale
"Torrijas" dolce tipico della Pasqua spagnola, con la variante che il pane viene bagnato anche nel vino rosso
in Sri Lanka e Birmania lo chiamano "Bombay Toast"
e, anche in Italia, ha sviluppato varianti indiscusse come nel caso della "Mozzarella in Carrozza" ....


Col passare dei secoli, le fette di pane integrale e rustiche, sono state rimpiazzate da pane sempre più "raffinato", non solo per l'utilizzo di farine setacciate ma perché più richiesto e apprezzato da palati "fini", perdendo un po' le sue origine nobili di "cibo da recupero" e diventando un dolce più "Gourmet".

Il mio cenone di fine anno è stato concepito sulle caratteristiche del goloso, semplice & veloce ... quale tema più appropriato se non quello del "Toast & Co" ?

Il dessert è stato questo coccoloso 
FRENCH TOAST al CIOCCOLATO

16 fette di pane secco o raffermo, ovviamente, da riciclo :)
per la pastella
300 g di yogurt di soia
150 g di latte di soia
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di sale fino 
1/4 di cucchiaino di curcuma
4 Cucchiai di sciroppo d'acero 
olio di girasole o arachidi, per friggere 
per servire:
200 g di mirtilli freschi
1 banana 
200 g di cioccolato fondente
sciroppo d'acero o di riso
  1. Preparare la pastella, sbattendo in una ciotola larga, gli ingredienti; dovrà avere una consistenza vellutata, non troppo liquida, quindi aggiungere il latte poco alla volta.
  2. Immergere le fette di pane nella pastella, lasciandole riposare qualche minuto, in base alla durezza delle stesse; dovranno essere morbide ma senza spappolarsi.
  3. Scaldare poco olio in una padella bassa, dal fondo pesante e antiaderente e rosolare le fette di pane impastellate, un paio di minuti per lato o, fino a quando, saranno dorate.
  4. Sistemarle su un vassoio e tenerle al caldo fino a terminare gli ingredienti.
  5. Nel frattempo sciogliere il cioccolato in una piccola casseruola, aggiungendo circa 80 g di acqua: la salsa dovrà essere morbida e vellutata.
  6. Lavare i mirtilli, scolarli e tagliare la banana a fettine alte circa mezzo centimetro.
  7. Comporre il dessert, alternando quattro fette di pane a testa, con fettine di banana, mirtilli (tenendone a parte qualcuno per la decorazione) e salsa di cioccolato che dovrà concludere le torrette, cospargendone la fetta finale in cima al dolce.
  8. Decorare con mirtilli sparsi qua e là e qualche goccia di sciroppo d'acero o di riso.

giovedì 31 dicembre 2015

E' ANCORA UNA VOLTA SAN SILVESTRO ....

“Sii sempre in guerra con i tuoi vizi, in pace con i tuoi vicini, e lascia che ogni nuovo anno ti trovi un uomo migliore.”
Benjamin Franklin
E' ancora una volta la fine di un anno ..... ne ho già viste 51 e non mi stancherò mai di vederne .... 
Come ogni 31 dicembre cerco di fare un bilancio degli ultimi dodici mesi trascorsi e, come ogni anno, ho talmente tanto di cui essere soddisfatta, che diventa inutile elencare.
Ogni istante della mia vita mi è stato utile, perchè ognuno di quegli attimi, è stato vissuto intensamente ....
Anche quei momenti di apatia, di oscurità, di fermo immagine che mi sono serviti sempre per riscrivere il mio percorso su nuovi sentieri.

Anche quest'anno mi ha portato nuovi incontri, di passaggio o stabili .... ed è stato un continuo scambio energetico che, con i suoi fili di seta luminosi, hanno intrecciato la mia vita con la loro ...

Anche quest'anno ha segnato profondamente la mia quotidianità con cambiamenti piccoli e grandi .... nel profondo del mio cuore e della mia anima, tra le mura di casa e nel cuore della famiglia che si è allargata e ho fatto spazio per un nuovo figlio che è mio genero e farò un nuovo spazio per un altro nipote che arriverà a giugno del nuovo anno ....
Il matrimonio di mia figlia ha segnato l'inizio di una mia importante evoluzione professionale e il nuovo arrivato sarà motivo di altre evoluzioni emotive e professionali e di nuove sfide per tutti ....

Ma la cosa importante è che non mi fermo, che proseguo nel mare della mia vita, al timone della mia nave che voglio risplenda sempre della luminosità scintillante delle anime che la riempiono di amore...
Siate le benvenute ...... scintillanti o timide .... proprompenti o discrete .... siete invitate nella mia piccola cucina naturale dove non mancherà mai il profumo di un pane fragrante o di una torta profumata all'arancia perchè, sono convinta, che una vita non è completa se non sa un po' di cannella & vaniglia e, cucinare, per me, continuerà a essere un mezzo importante per trasformare la vita di ognuno :)

Auguro a tutti voi che mi seguite, un 2016 brillante, carico di lustrini dorati e la voglia di vivere questo 2016 dall'alto di un tacco 15 !!!!!
 E adesso ..... scusate ma sono di corsa ..... mi aspetta un "cenone" di Capodanno con una "carrellata" di frivolezze a tema 
"Toast & Co."

Croque Monsieur 
American Toast 
Pain Perdu al Cioccolato & Mirtilli
Il tutto accompagnato da un buon bicchiere 
di sidro artigianale caldo & speziato 

Per me non c'è modo migliore per finire l'anno in bellezza !!!!

martedì 29 dicembre 2015

UN CAVOLO DA RICETTA ....

Cavolo. Ortaggio familiare ai nostri orti e alle nostre cucine, grosso e saggio all'incirca quanto la testa di un uomo.

Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Stranamente, in una cucina vegetale, la difficoltà maggiore che si riscontra è proprio quella relativa ai “contorni” che,  frequentemente, si ripropongono in modo ripetitivo e noioso.

Ci vuole, invece, davvero poco per esaltare questi ingredienti meravigliosi, che rendono la cucina naturale ricca e fantasiosa.


Oggi parliamo del cavolo nero, foglie verdi tipiche della cucina toscana e che, fortunatamente, adesso sono facilmente reperibili su tutti i mercati.



Come tutte le verdure appartenenti alla famiglia delle Brassicacee o Crucifere, il cavolo nero o cavolo toscano contiene una notevole quantità di Glucosinolati, precursori noti degli isotiocianati, sostanze utili per il nostro benessere e definite tra quelle anti-cancro per la loro capacità di eliminare potenziali agenti cancerogeni dall’organismo, ridurre i danni al DNA e favorire l’apoptosi (auto-distruzione) delle cellule cancerose.

Gli studi scientifici, sono focalizzati soprattutto verso i tumori del colon e del seno, ma è risaputo che, una dieta ricca di queste sostanze, contribuisce a ridurre il rischio di cancro ovarico, alla prostata e alla vescica.


Oltre alle caratteristiche anticancerogene, sembra che il loro consumo riveli un notevole beneficio nei casi di sclerosi multipla, dove il cavolo nero ha avuto effetti neuro protettivi, e gli studi proseguono in questa direzione.



Il cavolo nero è, comunque, una delle verdure tra le più ricche di antiossidanti, sostanze che distruggono i radicali liberi, molecole instabili che possono causare danni al nostro organismo, a livello cellulare, restando implicati in vari problemi di salute come asma, diabete, malattie cardiache, trombosi e altre malattie degenerative.



Risulta ricco anche di carotenoidi, utili per proteggere la salute degli occhi, delle mucose in generale e della pelle e di vitamine B nonché sali minerali importanti quali calcio, ferro, rame, fosforo, potassio e manganese.



A causa dell’alto contenuto di vitamina K, il consumo dei cavoli è sconsigliato in soggetti che facciamo uso di anticoagulanti.



Si raccoglie soprattutto durante i mesi invernali, da novembre fino a marzo e, come per altre verdure della sua famiglia, il gelo ne migliora le qualità organolettiche.

Il colore tipico è di un verde scuro brillante, tendente al blu e si presenta con foglie più o meno lunghe ma croccanti.

E’ una verdura facilmente deperibile se non conservata con cura, meglio utilizzarlo velocemente oppure conservarlo in frigorifero, avvolto in un canovaccio umido per mantenerne la vitalità.


E’ necessario lavarlo accuratamente sotto acqua corrente, per rimuovere la terra e, se si presentasse particolarmente sporco, meglio immergerlo in abbondante acqua leggermente salata per un quarto d’ora circa.

Poco prima della cottura si rimuovono dalle foglie le parti più dure degli steli e, generalmente, si scotta per qualche minuto, in modo tale da ammorbidirlo.


Se le foglie sono piccole e giovani, si può consumare crudo in insalata altrimenti, una volta scottato, si può ripassare in padella con aglio o cipolla e un filo di olio: ottimo l’abbinamento con peperoncino.


Per eliminare l’effetto dell’acido ossalico, servirlo sempre con una spruzzata di limone o altro ingrediente contenente vitamina C.

Qualche foglia può essere aggiunta anche a succhi ottenuti con l’estrattore: se ne guadagna in vitamina C che, altrimenti, verrebbe per la maggior parte dispersa durante la cottura.

In Giappone il suo succo è una bevanda molto popolare.

La ricetta di oggi è semplice, veloce ma gustosa.
Il cavolo nero, così cucinato, può essere servito come contorno o come condimento per una succulenta bruschetta .... bello, buono e salutare .... non ci si può aspettare di più da una ricetta del cavolo :)

CAVOLO NERO ALLA SENAPE
500 g di cavolo nero, mondato e lavato
2 spicchi di aglio
1 scalogno
2 cetriolini in agrodolce
1 Cucchiaio di giardiniera di verdure
1 C di senape in crema
1 Cucchiaio di bacche di Goji
2 Cucchiai di olio evo
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato grossolanamente
sale & pepe q.b.
  1. Portare a bollore abbondante acqua leggermente salata, scottarvi le foglie del cavolo per pochi minuti, il tempo che si ammorbidiscano leggermente, poi scolarle e metterle da parte.
  2. In un tegame, scaldare l'olio, aggiungere l'aglio affettato sottilmente dopo averlo privato del germoglio interno, e lo scalogno mondato e affettato sottilmente.
  3. Unire un pizzico di sale e lasciare dorare il soffritto, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua.
  4. Aggiungere la senape e le verdure fermentate, tritate finemente, poi versare il cavolo tagliato grossolanamente e le bacche di goji, regolare di sapore a piacere, mescolare accuratamente, coprire e lasciare cuocere 5 minuti a fuoco medio basso, allungando il composto con qualche cucchiaio di acqua, se necessario.
  5. Servire caldo dopo aver condito con il prezzemolo.

lunedì 28 dicembre 2015

L'INVERNO ... IL TEMPO DELLA CASA ...



L’inverno è il tempo del conforto, del buon cibo, del tocco di una mano amica e di una chiacchierata accanto al fuoco: è il tempo della casa.
(Edith Sitwell)
Il tramonto è precoce e la mattina tarda ad arrivare, così come la voglia di alzarsi dal letto caldo nella nostra camera.

Attraverso i vetri si stagliano le silhouette degli alberi nudi, spogliati delle loro foglie colorate, dai venti autunnali…. 
... È arrivato l’inverno …


L’antica tradizione cinese, attribuisce una grande importanza al solstizio d’inverno, poiché si tratta di un passaggio di grande trasformazione naturale tra yin e yang, un punto di connessione tra le due energie: dopo questo evento, la forza dello yin diminuisce permettendo di aumentare quella dello yang.


E’ il giorno in cui l’emisfero settentrionale ha la notte più lunga e il giorno più corto di tutto l’anno.

Dopo il solstizio d’inverno, il giorno aumenterà le sue ore di luce e le costituzioni più “deboli e delicate” potranno rinvigorirsi, preparandosi all’arrivo della primavera.


In inverno prevale l’energia acqua.

E’ il periodo del riposo vegetativo, il momento in cui la forza vitale scava nella profondità della terra, rifornendo le piante di energia in modo tale che, all’arrivo della primavera, possa irrompere con nuove rigogliose crescite.


Per l’uomo è lo stesso …. È un momento di riflessione e di raccoglimento, un periodo in cui non disperdere energie ma accumularne, con il giusto riposo e l’attenzione rivolta all’aspetto sociale, familiare e con una modalità di cucinare che predilige cotture lunghe, adatte a concentrare la forza nelle pietanze che possiamo gustare al caldo delle nostre case.

Avremo modo di concentrarci su nuovi progetti a cui daremo vita entro pochi mesi.


Il colore dell’elemento acqua, è il nero e il suo sapore è il salato …. Di conseguenza, gli organi più ricettivi di questo periodo, sono vescica e reni.

Per stabilire lo stato di energia di questi due organi, possiamo porre attenzione al loro “orologio biologico”:

Dalle 15.00 alle 17.00 l’energia si concentra al culmine sulla vescica, mentre dalle 17,00 alle 19,00 si sposta sui reni: se, durante questo lasso di tempo, si notano stanchezza e desiderio di un pisolino, significa che i relativi organi sono scarsi di energia; quando funzionano bene e sono in salute, si percepisce sempre buona energia e non stanchezza.


In cucina possiamo focalizzarci sugli ingredienti che aiutano a rafforzare questi due organi e, comunque, a fornire maggiormente energia per la stagione invernale:

Cereali: Grano saraceno, orzo, Riso Venere (nero)

Verdure di terra: Bardana, barbabietole, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, sedano rapa, sedano, topinambur, porri, pastinaca, patate dolci, rape, cicoria, cima di rapa, cavolo nero e riccio, finocchi,

Verdure di mare: arame, dulse, hijiki, nori, wakame, kombu

Frutta: mele, castagne, mirtilli rossi, datteri, pompelmo, arance, pomelo, melograno, kiwi, noci, zucca,

Legumi: azuki, fagioli e lenticchie nere, soia nera

Condimenti:  tamari, miso, tekka, gomasio, umeboshi, insalatini fermentati, crauti, semi di sesamo nero.

In particolare, gli azuki rossi, sono legumi preziosi per gli organi legati all'energia acqua,  sono ricchi di proteine, calcio, tiamina, niacina, fosforo, ferro, riboflavina, e diversi folati.

Un eccellente rimedio per rafforzare vescica, reni e surrenali è il


TE' DI AZUKI

200 g di fagioli azuki
5 cm. Di alga kombu
¼ di c di sale fino
1,5 lt. Di acqua

  1. Lasciare in ammollo per una notte, in acqua fredda, 200 g di fagioli azuki.
  2. Scolare e versare i fagioli in una pentola, con il litro di acqua, il sale e l’alga.
  3. Portare a bollore, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire, coperto, per 50 minuti circa o, fino a quando, i fagioli saranno morbidi.
  4. Scolare i fagioli (che potranno essere utilizzati per altre ricette), raccogliendo il brodo di cottura in una bottiglia.
  5. Bere una tazza di questa bevanda, calda o a temperatura ambiente, preferibilmente nell’arco tra le 17,00 e le 19,00, quotidianamente, per una settimana oppure ogni tre giorni, per tre settimane.
  6. E’ un rimedio piuttosto yang; per renderlo più “delicato” si può dolcificare con malto di riso o di orzo, oppure diluire con acqua, se risultasse troppo denso.
In caso di calcoli renali, è possibile aggiungere a questo rimedio, un cucchiaio di daikon fresco grattugiato: sobbollire il tutto per un paio di minuti, poi bere consumando anche la radice.

Per rimuovere accumuli di muco nei reni o nelle vie urinarie, aggiungere un pezzetto di radice di loto grattugiata fresca oppure un pizzico di quella essiccata.

In generale, questa bevanda, oltre che rafforzare reni e vescica, aiuta a regolarizzare il movimento intestinale, porta benefici alle articolazioni ed è un valido rimedio contro le orticarie.

Rivitalizzando il meridiano dei reni e delle vie urinarie, rafforziamo la nostra capacità di procreare fisicamente ma anche spiritualmente riflettendosi sulla sfera emotiva e creativa.

La debolezza di questi organi e dei relativi meridiani, si manifesta con sentimenti di paura, ansia, inadeguatezza e non ci permette di affrontare con chiarezza la scelta di direzione della nostra vita.

Un’energia reni equilibrata rendono la persona sicura, positiva, in grado di lasciarsi alle spalle il passato, vivere il presente e affrontare con coraggio il futuro.


domenica 27 dicembre 2015

ERBE STRAGINATE ... AMORE A PRIMO ASSAGGIO ...



"L'amore è un'erba spontanea, non una pianta da giardino"
Ippolito Nievo
Poter trovare erbe di campo anche rimanendo in "città" è un vero piacere .... è così che ho approfittato immediatamente della confezione che vendono presso il supermercato Esselunga, per cucinare una ricetta tipica dell'anconetano, che mangiavo da ragazza a casa della Felicetta, mamma del mio "fidanzatino" di allora .... una vera bontà ..... In questo modo mi aveva insegnato ad apprezzare anche la catalogna, la tanto odiata erbaccia amara, che mia madre mi obbligava a trangugiare nonostante i miei "capricci".
Il Conero possiede uno dei più ricchi patrimoni botanici d'Italia; in quella zona, la misticanza di erbe selvatiche che, un tempo, veniva portata in città dalle contadine del Conero per essere venduta sui mercati della città, viene chiamata "cucina"
Se non trovate le erbe di campo, la ricetta sarà perfetta anche con un misto di catalogna, bietole e cime di rapa.
Può essere arricchita anche con una bella manciata di olive verdi :)

ERBE "STRAGINATE"

300 g di erbe di campo miste 
(bietola, aspraggine, rapastrello, crauto rosso, borragine) 
2 patate medie
2 spicchi di aglio
1 cipolla media
peperoncino q.b.
sale fino q.b.
2 Cucchiai di olio extravergine di oliva 
  1. Lessare le patate finché saranno morbide, poi scolarle e sbucciarle; mettere da parte.
  2. Nel frattempo, scottare le verdure in acqua bollente, leggermente salata, scolarle, tritarle grossolanamente e mettere da parte.
  3. In un tegame, scaldare l'olio, aggiungere la cipolla mondata e affettata sottilmente a mezzaluna, l'aglio sbucciato, privato del germoglio interno e affettato sottilmente, con un pizzico di sale e peperoncino a piacere.
  4. Rosolare fino a quando il soffritto sarà dorato, poi aggiungere le patate e schiacciarle con una forchetta, in modo grossolano, lasciarle insaporire un paio di minuti e unire le erbe lessate.
  5. Regolare di sale a piacere e lasciare rosolare le verdure per qualche minuto, a fuoco vivace, aggiungendo eventualmente, qualche cucchiaio di acqua di cottura, se necessario, per ottenere un composto amalgamato e morbido.
  6. Servire caldo con fette di pane casereccio, bruschettato (senza glutine in caso di problemi legati allo stesso)