Non vi è nulla di più fugace che il cibo ... ma nella memoria il suo ricordo rimarrà immortale ...


Visualizzazione post con etichetta PECCATI DI GOLA...SENZA RIMPIANTI.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PECCATI DI GOLA...SENZA RIMPIANTI.... Mostra tutti i post

martedì 17 marzo 2020

RICETTE INTORNO AL MONDO: IL PERU' E LA MAZAMORRA MORADA

Questo dessert al cucchiaio è un simbolo della cucina peruviana e, nello specifico, di Lima.

Si tratta di una gelatina a base di mais viola (tipico mais peruviano), con cui viene anche preparata la Chicha morada, una bevanda fresca e rigenerante ed è un dolce servito in tutte le famiglie peruviane soprattutto nel mese di ottobre, durante il quale si commemora la festa del Signore dei Miracoli.


Pare abbia un'origine preispanica perché ispirata ad una zuppa di mais giallo e calce viva, chiamata "motalsa" e che, all'arrivo degli spagnoli, venne da loro definita "mazamorra" ovvero il cibo che veniva dato ai carcerati ... se ne deduce che non doveva essere granché buona !!!!

Con l'era coloniale con i conseguenti intrecci culturali ai fornelli, verrà poi arricchita da farina di patate dolci, zucchero, frutta fresca e secca e spezie, fino a ottenere la ricetta moderna che, vi garantisco, è davvero deliziosa !!!!

MAZAMORRA MORADA
400 g di pannocchie di mais viola 
(si trovano in versione essiccata presso i negozi di alimenti etnici)
La buccia lavata, di un piccolo ananas biologico
4 chiodi di garofano
2 stecche di cannella
1,8 lt di acqua
160/200 g di zucchero (a piacere)
una manciata di uvetta
4 prugne secche a pezzetti
300 g di frutta fresca a piacere
6 Cucchiai di fecola di patate
cannella in polvere per servire
  1. Sgranare il mais, conservando il tutolo centrale (il torsolo), lavare e versare in una casseruola capiente.
  2. Unire l'acqua, la buccia di ananas, le spezie e cuocere a fuoco medio per 45 minuti, coperto.
  3. Lasciare intiepidire, poi scolare recuperando il liquido in una casseruola.
  4. Portare a bollore, aggiungere lo zucchero, la frutta secca e quella fresca, lasciando cuocere per 10 minuti o fino a quando risulterà morbida ma non eccessivamente cotta.
  5. In una ciotola sciogliere con poca acqua la fecola, poi versarla a filo nella casseruola con la frutta, mescolando con un cucchiaio di legno per non formare grumi e lasciare sobbollire su fiamma bassa, finché si presenterà un composto denso e lucido.
  6. Regolarne la dolcezza a piacere, distribuire in ciotoline e lasciare intiepidire o raffreddare a piacere prima di servire spolverando con cannella macinata.
  7. E' un dessert ottimo da gustare da solo oppure accompagnando un altro dolce squisito che è l'Arroz con Leche che posterò prossimamente !!!!

mercoledì 29 agosto 2018

CIAMBELLA SEMI-INTEGRALE NELLA PETRONILLA ... CILIEGIE & CIOCCOLATO

Altra torta veloce ottima per la colazione, per la merenda e anche per un fine pasto informale senza accendere il forno !!!

CIAMBELLA SEMI-INTEGRALE NELLA PETRONILLA ... CILIEGIE & CIOCCOLATO

150 g di farina integrale
100 g di farina manitoba opp. 0
180 g di zucchero
1 pizzico di sale
90 g di burro fuso e raffreddato a temperatura ambiente
125 g di yogurt naturale o alle ciliegie
3 uova
La buccia di 1 limone bio, grattugiata
1 Cucchiaio di estratto di vaniglia naturale
150 g di cioccolato bianco o fondente, a piacere
1 bustina di lievito in polvere per dolci

250 g di ciliegie sciroppate veloci* autoprodotte (oppure già pronte in vasetto)

1. In una ciotola montare le uova con lo zucchero e un pizzico di sale fino a quando saranno chiare e spumose, poi aggiungere mescolando delicatamente, il burro, lo yogurt, le farine mescolate al lievito, la vaniglia e la buccia di limone fino ad amalgamare gli ingredienti.
2. Unire il cioccolato tritato grossolanamente e versare nella Petronilla unta e infarinata leggermente.
3. Distribuire le ciliegie sulla superficie, facendo penetrare leggermente nell’impasto lo sciroppo di cottura infilando delicatamente qua e là, uno spiedino nell’impasto. Chiudere il fornetto col coperchio.
4. Sistemare sul fornello medio il riduttore in dotazione, meglio se sopra uno spargi-fiamma, appoggiarvi la Petronilla e lasciare cuocere per 5 minuti a fiamma alta poi abbassare al minimo e proseguire la cottura per 55/60 minuti o fino a quando, inserendo uno spiedino nei fori del coperchio, ne uscirà asciutto.
5. Spegnere e lasciare intiepidire per 20 minuti prima di levare la torta nella pentola e poi completamente su una griglia prima di servirla.

Impasto con il Bimby:

1. Mettere nel boccale la scorza del limone tagliata con un pelapatate, unire lo zucchero e tritare 10 sec / vel Turbo.
2. Versare le uova, il sale, la vaniglia chiudere e mescolare per 15 sec / vel 5
3. Aggiungere le farine, il lievito, lo yogurt e il burro, mescolare 30 sec. / vel 5
4. Unire il cioccolato e mescolare 20 sec / vel. 5 / inserendo l’antiorario

* Per le ciliegie sciroppate veloci

250 g di ciliegie fresche, lavate e denocciolate (e senza il picciolo)
2 cucchiai di zucchero
Un Cucchiaio di brandy o cognac

1. Versare le ciliegie in un tegame con lo zucchero e il liquore, mescolare e lasciarle riposare per 2 ore.
2. Cuocerle su fiamma medio alta per 10 minuti, fino a quando saranno morbide e il succo si sarà addensato leggermente. Mettere da parte. 
3. Versare nella Petronilla unta e infarinata leggermente, poi proseguire con le istruzioni di cui sopra, partendo dal punto 3.

sabato 25 agosto 2018

CIAMBELLA AL LIMONE & CIOCCOLATO CON LA PETRONILLA

In un'epoca dove le cucine di casa stanno diventando tecnologicamente sempre più avanzate, cucinare con accessori e strumenti di vecchia generazione e che usavano ancora le nonne, risulta un'alternativa piacevole che mi regala sempre intense sensazioni.

E' il caso della pentola/fornetto comunemente definita "Petronilla", una pentola in alluminio con cono forato centrale (a ciambella) munita di coperchio forato e che funge come valida alternativa al forno di casa che, nel passato, non era certo presente in tutte le cucine.

Viene chiamata anche "fornetto Versilia" o "fornetto di campagna" ed è piuttosto funzionale poiché permette di cuocere sul fornello non solo torte ma anche pane, pizza e focaccia, verdure, carne ecc... insomma, gran parte delle pietanze che dovrebbero essere passate al forno.

La comodità e la motivazione per usarla? 
  • Il risparmio energetico poiché non sarà necessario preriscaldare il forno tradizionale solo per una ricetta,  consumando il gas  effettivamente necessario per la cottura della stessa.
  • Poter "sfornare" le nostre leccornie anche in piena estate (che non è poco)
  • Sfornare anche quando ci troviamo lontani da casa e, magari, senza la disponibilità di un forno (come in campeggio)
  • Il piacere di cucinare come una volta e la consapevolezza di essere grati agli elettrodomestici che arredano i piani delle nostre cucine e che non sempre consideriamo quanto utile sia il loro aiuto nel quotidiano ménage familiare.

CIAMBELLA AL LIMONE & CIOCCOLATO CON LA PETRONILLA

4 uova
180 g di zucchero di canna
180 g di burro sciolto e a temperatura ambiente
opp. 160 g di olio di girasole
la scorza grattugiata e il succo di 2 limoni bio
1 Cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
Opp. ½ cucchiaino di vaniglia naturale in polvere
230 g di fecola di patate
120 di farina 0
40 g di farina integrale 

100 g di latte vaccino o vegetale
1 bustina di lievito per dolci in polvere
100 g di cioccolato fondente a pezzettoni

1. Montare le uova con lo zucchero per 6 minuti fino a quando il composto sarà chiaro e spumoso.
2. Unire il burro fuso o l’olio e montare per altri 6 minuti.
3. Aggiungere scorza e succo di limone, la vaniglia e mescolare con un cucchiaio di legno fino ad amalgamare gli ingredienti aggiungendo, un cucchiaio alla volta, le farine.
4. A parte sciogliere il lievito in 100 ml di latte vaccino o vegetale e aggiungere all’impasto sempre mescolando delicatamente fino ad amalgamarlo al composto.
5. Ungere accuratamente la Petronilla e cospargerla con del pangrattato fine o della farina, distribuire l’impasto in modo omogeneo nella pentola e cospargere la superficie col cioccolato.
6. Appoggiare su un fornello medio una retina spargifiamma (non è obbligatoria ma rende più uniforme la cottura), il relativo diffusore in dotazione con la pentola fornetto, riempire con dell’acqua la parte incava e appoggiarvi la Petronilla chiusa con l’apposito coperchio.
7. Cuocere a fiamma alta per 4 minuti poi abbassarla a medio-bassa e lasciare in cottura per 40 minuti e, infine, abbassare al minimo per altri 10/15 minuti o fino a quando, inserendo uno spiedino lungo attraverso i fori, ne uscirà pulito.
8. Spegnere e lasciare intiepidire nella pentola prima di sformarla e servir la ciambella spolverandola con zucchero a velo a piacere. 


Versione con Bimby

  1. Inserire sul gruppo coltelli all'interno del boccale l’apposita farfalla, montare le uova con lo zucchero per 6 minuti a 37° vel. 4 senza il misurino, fino a quando il composto sarà chiaro e spumoso. 
  2. Unire il burro fuso o l’olio e montare per altri 5 minuti a vel. 4 
  3. Levare la farfalla, aggiungere scorza e succo di limone, vaniglia e mescolare per 15 secondi a vel. 5. 
  4. Azionare le lame a vel. 4 per 1 minuto e mezzo, facendo scendere dal foro, un cucchiaio alla volta, le farine. 
  5. Procedere come sopra dal punto 5. 
  6. A parte sciogliere il lievito in 100 ml di latte vaccino o vegetale e aggiungere all’impasto mescolando ancora per 20 secondi a vel. 5 fino ad amalgamarlo al composto. 
PS: Ovviamente la ciambella/torta potrà essere cotta al forno in uno stampo tradizionale, per 40 minuti a 180°

domenica 4 marzo 2018

CIAMBELLINE ALLO ZIBIBBO

Le ciambelline al vino sono biscotti legati alle tradizioni contadine, diffusi un po' in tutta la zona centrale del nostro territorio.

Sono dolci semplici e che durano nel tempo, preparati  con i prodotti della terra a disposizione nella dispensa delle campagne coma la farina, il vino e l'olio extravergine di oliva e aromatizzati con semi di finocchio o di anice, granella di frutta secca o cacao amaro in polvere.
Il vino può essere bianco, rosso o liquoroso, in alcune regioni si preparano con il vino cotto... una ricetta "svuotadispensa" !

Erano il dessert di fine pasto accompagnato dal vino rimasto in tavola o da uno liquoroso, ma sono ottimi anche con una fumante tazza di tè.

CIAMBELLINE ALLO ZIBIBBO 


500 g Di farina 0 o semintegrale
125 g di olio extravergine di oliva, girasole o mais
150 g di zucchero oppure 100 g di malto di riso
150 g di vino bianco/rosso o liquore a scelta
1 Cucchiaio di semi di anice/ fiori di lavanda / buccia di limone o arancia / cannella ecc… , a piacere
una manciata di cioccolato fondente tritato, a piacere
½ bustina di lievito per dolci opp. 1 cucchiaino di bicarbonato
Un pizzico di sale

1. Impastare tutti gli ingredienti, ricavare con le mani delle strisce cilindriche con diametro di circa 1 cm, poi unire i due capi e ricavarne delle ciambelle a misura desiderata.
2. Distribuirle su una teglia bassa, foderata con carta forno, cospargere a piacere con zucchero semolato e infornare a 180° (statico) per 20/25 minuti circa o fino a quando diventeranno leggermente dorate.
Si conservano a lungo chiusi in scatole di latta.... sempre che riusciate a resistergli  😋

lunedì 1 gennaio 2018

LA DOLCE BOLLYWOOD ... LADDU, I PASTICCINI INDIANI PER SAN SILVESTRO

I "post ... umi" dell'ultimo dell'anno mi portano a rivivere la magica atmosfera creata dal tema per questo ultimo cenone di San Silvestro: "Bollywood in mountain" ha illuminato e rallegrato la nostra tavola con un menù semplice ma sfizioso su richiesta del gentil consorte che desiderava una cena stile India.


Tra lustrini, gioielli e sgargianti colori abbiamo annusato un profumo di spezie più lontano  dalla solita cannella natalizia così come i sapori e le consistenze ci hanno catapultato in un Capodanno lontano....

I dessert indiani sono sfiziosi, golosi e caloricamente importanti, ma l'ultima cena dell'anno ha una sua importanza e i laddu hanno sostituito egregiamente il tradizionale panettonepandoropandispezie sempre presenti in questo periodo di feste.

Si tratta di golose palline a base di farina di ceci tostata e sono più pericolose delle ciliegie ... una tira l'altra.

La presenza della farina di ceci come ingrediente principale, rende questi snack ottimi anche in caso di attività sportiva poiché risultano molto proteici ed energetici nonché risorsa di vitamine E, A, B e altri micronutrienti preziosi.

I lipidi presenti in questa farina sono grassi ad alto livello nutrizionale poiché rappresentati soprattutto da acido linoleico e quindi ottimi per l'equilibrio dell'apparato cardio-vascolare ...
La presenza però del burro, implica una quantità di grassi saturi piuttosto importante, motivo per cui è consigliabile preparare i laddu usando del ghi (o burro chiarificato) al posto di quello tradizionale.

La forma ad acino ha anche rispettato il simbolo di prosperità che riveste l'uva allo scoccare della mezzanotte .... le lenticchie verdi sono state sostituite da quelle rosse in un saporito e speziato dhal ... i samosa, fagottini fritti ripieni di verdure, hanno dato il colpo di grazia alle calorie .... insomma, in fatto di simbolismo, nonostante il tema indiano e di calorie, non ci siamo fatti mancare nulla anche quest'anno ....
D'altrone il mio motto preferito in cucina è

"L'abbondanza non fa mai carestia"

Godetevi questi sfiziosi snack e, una volta assaggiati, non ne potrete più fare a meno !!!!! 
LADDU ... PASTICCINI DI CECI INDIANI

175 g di burro (meglio se ghi o chiarificato)
o margarina bio per versione vegana
200 g di farina di ceci
un pizzico di sale fino
1 Cucchiaio di granella di nocciole, noci o mandorle tostate
1 Cucchiaio di cocco rapé
125 g di zucchero al velo integrale
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
  1. Sciogliere il burro o la margarina in un tegame largo e antiaderente.
  2. Unire la farina di ceci e il pizzico di sale poi lasciare cuocere su fiamma bassa, mescolando frequentemente, fino a quando il composto sarà completamente tostato: diventerà dorato e molto aromatico all'olfatto (circa 10 minuti)
  3. Aggiungere il cocco e le spezie e mescolare lasciando tostare ancora per 5 minuti.
  4. Levare dal fornello e aggiungere lo zucchero mescolando accuratamente fino a quando gli ingredienti saranno amalgamati.
  5. Lasciare intiepidire per 10 minuti poi formare con le mani delle palline grandi come noci pressando bene il composto e sistemarle su un vassoio.
  6. Servire una volta raffreddate completamente.
  7. Si conservano per una settimana in una scatola di latta chiusa.
Variazione:
E' possibile stendere il composto in un contenitore quadrato o rettangolare, formando uno strato altro circa 1,5 cm.
Lasciare raffreddare completamente poi tagliare a quadrotti.

venerdì 6 ottobre 2017

IL CLUB DELLE PRIME COLAZIONI: CREMA DI RISO IN LATTE DI COCCO & AVENA CON MELE AL FORNO

La nostra “riverenza” per la colazione di prima mattina è relativamente “recente”.
Prima del XIX secolo alla colazione non veniva attribuita un’importanza particolare, semplicemente si mangiava ciò che era rimasto, spesso dalla sera prima, e che si trovava nella dispensa accompagnandolo con del caffè di cicoria o dell’acqua.

Poi, col passare del tempo, la colazione “del contadino” cominciò a presentarsi sulla tavola acquisendo un aspetto più “formale”.

Successivamente, con l’avvento della rivoluzione industriale, l’esigenza che questo pasto iniziale della giornata fosse ridimensionato “alleggerendosi” diventò importante dato che,  la grande massa lavorativa si spostò dai campi alle fabbriche e agli uffici.


Consumare cibi troppo calorici e pesanti da digerire, per un impiegato o un operaio che stava alla catena di montaggio, diventava deleterio.

Al nord e specialmente nei Paesi Anglosassoni, le uova cominciarono a essere l’alimento sempre presente: veloci da preparare così come da abbinare, per esempio, a fettine di bacon che, essendo un insaccato, era pronto all’uso.

Fu in seguito a queste esigenze organizzative del quotidiano,  che la ricerca di uno stile di vita più sano e adeguato alle nuove abitudini urbane diventò importante e che i cereali si trasformarono nei pilastri della colazione mattutina.

In Italia il pane fu al centro di questa rivoluzione, sempre in funzione del fatto che fosse un alimento sempre presente nelle case anche dei meno abbienti; a seconda della disponibilità economica, veniva accompagnato da burro, marmellate fatte in casa e caffè … normalmente di ceci e orzo (chiamato caffè di cicoria) nelle famiglie più povere.

Negli Stati Uniti, la scelta dei cereali soprattutto in fiocchi come i corn-flakes, fu determinata dalla comparsa di religioni che imponevano un’alimentazione vegetariana che fosse attenta al benessere del proprio corpo, sacro tempio di Dio.

CREMA DI RISO IN LATTE DI COCCO & AVENA CON MELE AL FORNO

Per la crema di riso:
¾ di Tazza di riso Basmati integrale, risciacquato e scolato
1,5 Tazze di latte di cocco
1 tazza di latte di avena 
(certificata, in caso di necessità senza glutine)
⅓ di tazza di sciroppo di riso
1 Cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
Un pizzico di sale fino

1. Versare gli ingredienti in una casseruola dal fondo pesante, mescolarli poi portare a bollore, abbassare al minimo la fiamma e cuocere coperto per circa 30 minuti o fino a quando il riso sarà morbido e la consistenza generale cremosa.
2. Ogni tanto mescolare controllando che non si asciughi eccessivamente il composto; eventualmente allungare con qualche cucchiaio di acqua. Nel frattempo cuocere le mele.

Per le mele al forno:

6 piccole mele (tipo melannurca)
1 Cucchiaio di sciroppo di riso
1 Cucchiaio di sciroppo d’acero
½ cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 Cucchiaio di buccia di limone bio, grattugiata

Una manciata di semi di zucca tostati

2. Lavare le mele accuratamente, eliminarne il torsolo dal basso con l’aiuto dell’apposito attrezzo o di un coltellino.
3. Mescolare un cucchiaio di sciroppo d’acero con la cannella e la buccia di limone, poi distribuirlo all’interno del foro ottenuto nella mela.
4. Sistemare le mele su una teglia bassa foderata con carta antiaderente, cospargere con lo sciroppo di riso e la rimanente cannella e infornare a 180° per circa 15-20 minuti fino a quando le mele risulteranno cotte ma non eccessivamente. Mettere da parte.

5. Distribuire in tre ciotole la crema di riso e due mele cotte a testa; servire cospargendo con semi di zucca a piacere e lo sciroppo di cottura delle mele stesse.

venerdì 29 settembre 2017

IL CLUB DELLE PRIME COLAZIONI: PORRIDGE DI FARRO SPEZZATO CON SALSA DI UVA FRAGOLA

Il farro è ormai tornate in auge da parecchio tempo e Qui ne avevo già parlato abbondantemente.
Anche circa l'importanza della colazione al mattino appena svegli qui potete trovare qualche riflessione, quindi oggi voglio semplicemente approfondire l'argomento "porridge", una delle mie colazioni preferite in assoluto.

Da brava "cittadina" ormai abituata a vivere il quotidiano vicino a una grande metropoli, amo profondamente e mi incuriosisce molto il vecchio cibo contadino e le sue tradizioni, che sia italiano o che si tratti di ricette etniche poco importa.




Il porridge era la colazione per eccellenza del Regno Unito e prova ne è il fatto di quante volte venga citato in romanzi o favole britanniche: tra orsi e bimbe dai riccioli d'oro come quelle di Goldilocks, oppure tra i poveri e gli orfani come in "Oliver Twist" di Dickens, la caratteristica di questo piatto è che si trattava di una ricetta economica, che saziava la fame e che provvedeva a un sufficiente sostentamento poichè l'ingrediente principale era l'avena sotto forma di farina o di fiocchi, un cereale ricco di fibre che rilascia lentamente l'energia, prolungando il senso di sazietà nel tempo.
In realtà con la parola porridge si definisce una ciotola di cereale caldo che viene cotto in acqua, latte o altro liquido a scelta, fino a quando la consistenza diventerà cremosa.
Viene poi servito con l'aggiunta di frutta o verdure che spesso sono avanzate dalla cena, o arricchito da panna fresca come nelle campagne scozzesi o altri golosi condimenti.

Può essere cucinato anche con altri cereali come il grano oppure con il mais, come nel caso della nostra polenta e latte o nel champurrado, porridge di origine messicana cucinato con latte, zucchero e cioccolato.
Quello di riso, invece, prende il nome di congee ed è tipico dei Paesi orientali, specialmente la Cina.

Ma veniamo alla ricetta che ho preparato utilizzando del farro spezzato che avevo in dispensa.
Il cereale spezzato accelera i tempi di cottura.
E' possibile lasciarlo a bagno nel liquido scelto, la sera precedente, così da velocizzarne ulteriormente la cottura al mattino.


PORRIDGE DI FARRO SPEZZATO CON SALSA ALL'UVA FRAGOLA
Dosi per una ciotola individuale

30 g di farro spezzato 
100 ml di latte di soia (oppure vaccino intero a piacere)
200 ml di acqua 
una presa generosa di sale fino
cannella macinata q.b.
dolcificante a scelta (malto/sciroppo di riso, sciroppo d'acero ecc.)
semi di zucca o altro a piacere

100 g di acini di uva americana, lavati e scolati
il succo e la buccia di mezzo limone
  1. Versare il farro spezzato in una casseruola dal fondo pesante, tostarlo per un minuto mescolando poi unire l'acqua e il latte, mescolare per amalgamare gli ingredienti, portare a bollore, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per 15 minuti circa o fino a quando il cereale sarà morbido e la consistenza cremosa.
  2. Unire il sale, mescolare poi spegnere, coprire e lasciare riposare 5 minuti.
  3. Nel frattempo versare gli acini di uva in un tegame, portarli a bollore e lasciarli sobbollire fino a quando saranno morbidi e il sugo sarà fuoriuscito e leggermente caramellato.
  4. Setacciare il composto col passaverdure eliminando semi e bucce troppo dure.
  5. Versare il porridge in una ciotola, coprire la superficie con qualche cucchiaio di latte freddo, unire al centro la salsa di uva, cospargere con i semi leggermente tostati e la cannella e dolcificare a piacere, se necessario.
  6. Servire subito.

domenica 24 settembre 2017

BISCOTTI DI CECI & MANDORLE ALLA LAVANDA & LIMONE - GLUTEN FREE

Questi biscottini sono deliziosi e la farina di ceci si nasconde perfettamente tra l'aroma della lavanda e il limone che ne esalta la fragranza dal gusto un po' retró.
Se l'impasto viene tagliato in biscottini della misura di 2,5 x 2,5 cm. saranno perfetti per accompagnare il momento del caffè o per essere tuffati nella tazza del "caffelatte" a colazione, come fossero cereali.

Tagliandoli in misura più grandi sono perfetti per un tè delle cinque .... Insomma, io li trovo sfiziosissimi con la loro croccante e profumata consistenza .... provateli !!!!

BISCOTTI DI CECI & MANDORLE 
ALLA LAVANDA & LIMONE, GLUTEN-FREE

200 g di farina di ceci
200 g di farina di mandorle
La buccia e il succo di un limone bio, grattugiata
1 cucchiaino raso di fiori di lavanda edibili
½ cucchiaino di sale fino
50 g di sciroppo di riso
30 g di sciroppo d’acero
20 g di olio di girasole o di mais
Da 60 a 80 ml di acqua a temperatura ambiente
150 g di marmellata di limoni

1. Versare le farine in una ciotola e mescolarle con una frusta per ossigenarle ed eliminare eventuali grumi.
2. Aggiungere i fiori di lavanda sbriciolati o tritati finemente, la buccia del limone e il succo di limone, il sale, i dolcificanti, l’olio e poco alla volta l’acqua, mescolando con un cucchiaio fino a ottenere un composto simile alla sabbia umida; poi continuare a mescolare con le mani formando una palla omogenea.
3. Avvolgere l’impasto in pellicola trasparente, schiacciarlo leggermente e lasciare riposare in frigorifero per almeno 40 minuti.
4. Scaldare il forno a 175° e foderare con carta antiaderente, delle teglia basse per il forno.
5. Stendere l’impasto con il mattarello, tra due fogli di carta forno fino a uno spessore di ½ cm circa.
6. Ritagliare dei biscotti quadrati della misura desiderata, sistemandoli sulle teglie preparate.
7. Con l’indice o il pollice premere delicatamente il centro di ogni biscotto formando una fossetta che verrà farcita con la marmellata di limone, senza eccedere con le quantità.
8. Infornare e cuocere per circa 20 minuti o fino a quando i bordi saranno dorati.
9. Lasciare raffreddare prima di servire e conservare in scatole di latta o vasi di vetro con coperchio fino a due settimane.

domenica 21 maggio 2017

IL CLUB DELLE PRIME COLAZIONI: PORRIDGE DI AVENA CRUDA & SEMI DI CHIA

Non si sa con precisione la motivazione per la quale la colazione sembra avere un'importanza così rilevante nella prevenzione che riguarda l'obesità, il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari e malattie croniche come il diabete.

Il fare una sana e abbondante colazione è però, da sempre, un pilastro nell'educazione alimentare sia a livello familiare, che scientifico e sociale.

La fame è stimolata da ormoni "oressizzanti" che sono presenti nell'organismo in quantità variabili secondo l'orario della giornata e che seguono, perciò, il cosiddetto "ritmo circadiano".

A partire dal pomeriggio la produzione di questi ormoni aumenta, stimolando i classici "attacchi di fame" che ci portano inesorabilmente a nutrici di alimenti che, spesso, non sono proprio indicati in un'alimentazione equilibrata e corretta.

Saltando la colazione, l'arco delle ore che trascorrono dalla cena della sera precedente è davvero lungo ad arrivare all'ora di pranzo, scatenando di conseguenza lo stimolo della fame in modalità "abbondante" 😋 così da rendere la funzione di sazietà del pranzo, meno efficace che se si fosse fatta colazione al mattino.

Lo stesso problema sussiste se la colazione non è nutrizionalmente adeguata e il successivo pranzo si riduce a un frugale sandwich o yogurt con frutta.

Così nel pomeriggio, il desiderio di "mangiare qualcosa" è spesso così forte da spingere  la merenda, lo stuzzichino prima della cena o, addirittura, lo snack "dopocena", al consumo di cibo fatto in maniera impulsiva e senza un equilibrato controllo, attuando il fenomeno definito "unintentional overheating".

Una nutriente ed equilibrata colazione, quindi, è un'importante strategia affinché l'andamento alimentare della giornata segua un apporto equilibrato di cibo che rifornisca il nostro organismo di energia costante e sostanziosa, indispensabile per affrontare le intense attività quotidiane.

Per concludere: un po' di impegno, autodisciplina & organizzazione sono indispensabili per cominciare la giornata alla grande .... e vedrete che, una volta abituati, la colazione diventerà uno dei momenti "sacri" per noi e per la nostra famiglia !!!!


PORRIDGE DI AVENA CRUDA 
& 
SEMI DI CHIA
Dosi per 2 porzioni

* per celiachia: controllare che gli ingredienti siano certificati senza glutine

80 g di fiocchi di avena
10 g di semi di chia
80 ml di latte di riso (o vaccino)
150 g di yogurt di soia naturale (opp. vaccino)
1 banana
1 kiwi
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di semi di girasole tostati
1 cucchiaio di semi di zucca tostati
buccia di un limone bio, grattugiata
1 Cucchiaio di sciroppo di riso o altro dolcificante a scelta
  1. La sera prima versare in una ciotola i fiocchi di avena e i semi di chia, lo yogurt, il latte e la buccia di limone grattugiata.
  2. mescolare per amalgamare tutti gli ingredienti, coprire con pellicola trasparente e mettere in frigorifero.
  3. Il mattino seguente, aggiungere il dolcificante scelto, la banana affettata, il kiwi mondato e tagliato a pezzetti, i semi e l'uvetta, mescolare e gustare accompagnato da una bella tazza di tè caldo.

venerdì 19 maggio 2017

UN "BISCOTORTA" DI BORLOTTI & CIOCCOLATO: altamente proteico .... altamente goloso !!!!

Noi non vediamo le cose nel modo in cui sono. 
Le vediamo nel modo in cui siamo
(Talmud)

Ci sono davvero molti modi per inserire i legumi nella propria alimentazione e il trucchetto di utilizzarli per la preparazione dei dessert è quello che mi diverte molto .... non li vedi ma li mangi ....

I legumi hanno proprietà e valori nutrizionali importanti in un'alimentazione equilibrata non solo dal punto di vista dell'apporto proteico ma anche per la loro energia, legata indissolubilmente ai reni, rafforzandoli con la loro costante presenza nella dieta di ogni giorno.

Qui, qui,  qui e ancora qui si possono trovare ricette e informazioni interessanti ma oggi, parlando di apparenze, voglio condividere un'informazione nuova, che non tutti conoscono e che riguarda il "lato oscuro" del mangiare i legumi .... quel fastidioso possibile disturbo che, soprattutto se non siamo abituati a mangiare legumi, si presenta puntuale come un orologio svizzero: l'aria nell'intestino ovvero: meteorismo (il gonfiore di pancia) & flatulenza (emissione dei gas accumulati nell'intestino)

I gas che si formano a livello gastrointestinale sono causati da diversi fattori che creano fermentazione batterica a livello dell'intestino crasso:
  • Consumo eccessivo di alimenti ricchi di fibre mal masticati
  • Alterazioni della flora batterica
  • Combinazioni alimentari scorrette
  • Eccessi alimentari sia in quantità che in tipologia di alimento (zuccheri per es.)
  • Intolleranze a lattosio, glutine e altre categorie specifiche
  • Sindromi varie legate all'apparato digestivo
  • Disidratazione (insufficiente consumo di liquidi)
  • Scarsa masticazione del cibo
  • Stress
  • Scarsa attività fisica (stile di vita alla "bradipo" )
Questi fattori scatenano la produzione di "metano" che, in piccola quantità verrà assorbito, eliminando il rimanente.
La curiosità è che, attraverso questa eliminazione, pare venga favorita la riduzione di composti di origine cancerogena contribuendo, così, ad abbassare il rischio di tumori al colon....

Quindi, bando alle scuse: 
i legumi fanno sempre bene ... 
mai più critiche al loro sporco lavoro !!!!

BISCOTORTA DI BORLOTTI & CIOCCOLATO

40 g di farina di avena (per celiachia: certificata senza glutine)
230 g di borlotti lessati e scolati
30 g di olio di cocco
30 g di crema di arachidi non zuccherata
20 g di crema di nocciole pura, non zuccherata
35 g di sciroppo d'acero
55 g di zucchero di cocco grezzo
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
1/4 di cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci in polvere
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
cannella q.b.
130 g di cioccolato fondente, tritato grossolanamente
  1. Riscaldare il forno a 170°, statico
  2. Foderare con carta forno una teglia rotonda a cerniera con d. 22 cm. oppure due piccole da 12 cm.
  3. Versare i fagioli in un mixer, aggiungere la farina d'avena, l'olio di cocco, le creme di arachidi e nocciola, i dolcificanti, la vaniglia, il sale, il lievito, la cannella, il bicarbonato e frullare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
  4. Aggiungere due terzi del cioccolato, mescolare, poi versare nello stampo preparato.
  5. Cospargere la superficie col rimanente cioccolato e infornare per circa 20 minuti poi inserire la funzione con ventola e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti o, fino a quando, si formeranno delle piccole crepe in superficie.
  6. Inutile fare la prova "stecchino" poiché a caldo risulterebbe ancora appiccicosa.
  7. Levare dal forno e lasciare riposare nello stampo per almeno 10 minuti, prima di servire tiepida, a temperatura ambiente o fredda di frigorifero. 
N.B.:  in questo caso sono stati utilizzati i fagioli borlotti ma possono essere sostituiti da altri tipi di legumi come ceci, lenticchie ecc...

giovedì 20 aprile 2017

IL CLUB DELLE PRIME COLAZIONI: CREMA DI RISO & LATTE DI MANDORLE

Riguardo l'importanza di un'abbondante e regolare colazione, ho ampiamente approfondito l'argomento in questo precedente post .
Sicuramente l'ostacolo maggiore che si presenta in ogni famiglia appena svegli è quello del tempo.
"Tempus fugit" e mai come in quest'epoca, aforisma fu più azzeccato !!!
Così, oggi mi piacerebbe fare un piccolo elenco di trucchi&consigli per organizzarsi al meglio nella preparazione di questo importante pasto.
Sembreranno dei post it banali e scontati ma .....
"La vera arte della memoria è l’attenzione"
Samuel Johnson

Di conseguenza, per essere costanti nei risultati dovremo:

CREARE UNA ROUTINE DEL MATTINO





Una volta tanto l'abitudine e la quotidianità non potrà che giovare a tutta la famiglia 







RICORDARE CHE LA CARTA CANTA 


scrivere a grandi caratteri su un cartoncino colorato o sulla nostra lavagnetta in cucina che la prima cosa da fare nella giornata è 
"UNA SANA COLAZIONE"


IMPOSTARE LA SVEGLIA ALMENO 15 MINUTI PRIMA DEL SOLITO ORARIO

Ahimé .... sì .... non si ottengono risultati costanti senza un minimo di sforzo e disciplina ;)
Ma bisogna guardare questo impegno sotto un diverso punto di vista:
Alzarsi dal letto qualche minuto prima significa regalare del tempo a sé stessi e, di conseguenza, amarsi di più

OTTIMIZZARE I TEMPI
Se per recarsi al lavoro siamo passeggeri in auto, ci si può organizzare preparando la sera precedente le proprie golosità mattutine e consumandole in compagnia durante il viaggio.
Persino l'imperatore romano Augusto racconta in una storica lettera di aver pranzato in carrozza e lettiga con uva, pane e datteri senza fermarsi 😋

Se invece la necessità è quella di partire molto presto per evitare intasamenti durante il viaggio, potremo consumare la nostra colazione prima di entrare nel posto di lavoro.

E se non ci formalizziamo, la colazione possiamo consumarla anche sul treno, ovviamente nella forma di barrette o deliziosi muffins arricchiti proprio per la mattina con semi, noci e granole croccanti oppure sgranocchiarla per strada ..... potrebbe farci rivivere qualche emozionante scena di un film .....

PIANIFICAZIONE IN CUCINA

Cucinare barrette, dolcetti, pudding e porridge in anticipo ci aiuterà ad alleggerire e velocizzare l'organizzazione della colazione permettendoci di prendercela un po' più comoda ....
Le barrette si conservano per diversi giorni in scatole di latta o vasi di vetro, così come budini, porridge e pudding a cui rimarrà solamente da aggiungere eventuali ingredienti freschi come la frutta.

RICORDATI DELLA DOMENICA

La colazione della domenica e dei giorni di festa crea ricordi e legami familiari .... 
momenti che potranno aiutare a rafforzare in noi la sana abitudine della colazione trasformandola in un momento di aggregazione e socializzazione. 

CREMA DI RISO AL LATTE DI MANDORLE
500 ml di latte di mandorle (non dolcificato)
100 ml di acqua
60 g di panna di soia
130 g di riso arborio/originario
4 cucchiai di sciroppo di riso o altro dolcificante a piacere
Un pizzico di sale fino

una stecca di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale

Frutti di bosco a piacere, per servire

1. In una casseruola dal fondo pesante, portare a bollore il latte con l’acqua, la vaniglia, la stecca di cannella e un pizzico di sale.
2. Aggiungere il riso, riportare a bollore, abbassare la fiamma, coprire e lasciare cuocere per 20 minuti circa, mescolando saltuariamente perché non si attacchi sul fondo.
3. Trascorso il tempo necessario, provare la cottura del riso che dovrà essere cotto ma ancora sgranato.
4. Se necessario, aggiungere durante la cottura poca acqua perché non si addensi eccessivamente; la consistenza dovrà risultare piuttosto cremosa. Togliere dal fornello ed eliminare la cannella.
5. Aggiungere la panna, prelevare 3-4 cucchiai di riso e frullarli col minipimer, poi versarli nella casseruola e mescolare, regolando il sapore del pudding a piacere.
6. Cuocere ancora 3-4 minuti poi distribuire in una ciotola da portata oppure in bicchierini individuali.
7. Lasciare intiepidire poi conservare in frigorifero, sigillati, fino a 5 giorni.
8. Al momento di servire, levarli dal frigorifero almeno 30 minuti prima e accompagnare con frutti di bosco a piacere.


NB: il latte di mandorle potrà essere sostituito con altra bevanda vegetale o con latte vaccino.

domenica 2 aprile 2017

IL CLUB DELLE PRIME COLAZIONI: PORRIDGE DI AVENA CRUDA, CASTAGNE DEL PRETE & FRUTTA

Fai colazione come un principe. 
Pranza come un borghese. 
Cena come un mendicante.

(Proverbio arabo)

Le giornate moderne sono ormai faticose e impegnative fin dalle prime ore del mattino, così diventa facile commettere l’errore di lasciare cadere una nutriente prima colazione nella lista più bassa delle priorità quotidiane, saltandola o limitandosi a un frugale e veloce caffè con dolci industriali.
Innanzitutto bisogna tenere presente che è importante fare colazione entro massimo due ore dal momento del risveglio, perché sarà proprio questo accorgimento a regolare la velocità del nostro metabolismo durante il resto della giornata.
Diversamente, rallenterà pensando di trovarsi in una fase di “emergenza”: niente cibo …. motori a basso regime per consumare meno !!!!
Al contrario, venendo da parecchie ore di digiuno notturno, una nutriente ed equilibrata colazione fornirà energia sufficiente per affrontare le prime ore della giornata, con un apporto calorico che si dovrebbe aggirare attorno al 20-30% del totale individuale giornaliero.

Oltre all’apporto calorico e all’energia intesa proprio come definizione, una sana colazione fornirà al nostro organismo importanti sostanze nutritive come calcio, ferro, vitamine, proteine e fibre, contenute in cereali, frutta e verdura.
Mancando questa opportunità, potrebbe essere difficile ingerirne la quantità sufficiente nell’arco della giornata.

E’ inoltre dimostrato che, saltandola o consumando alimenti poco idonei, aumenta la possibilità di sovrappeso, poiché si sentirà la necessità di rimpinzarsi a metà mattina, con snack ipercalorici e altri prodotti poco consoni ad una sana alimentazione.

Le ore dedicate al sonno sono rilassanti dal punto di vista psicologico ma da quello fisiologico sono ore molto impegnative per il nostro organismo.
E' proprio durante il sonno che avvengono importanti processi di riparazione, crescita e sviluppo del corpo.

La parola inglese "breakfast" definisce proprio l'azione della prima colazione, ovvero: "rompere il digiuno" 

Una buona prima colazione, ripristina i livelli di glucosio attraverso i carboidrati, essenziale per un buon funzionamento del cervello.

Molti studi hanno appurato quanto migliorino le funzioni cognitive, aumentando i livelli di memoria e concentrazione ma anche il buonumore, abbassando quindi le possibilità di stress durante la mattinata.
E’ un pasto molto importante in caso di patologie cardiache, compresa la pressione alta, diabete e obesità e aiuta a regolare il colesterolo "cattivo".

Il fabbisogno energetico è individuale e varia a seconda del livello di attività, dell’età e della corporatura.
I bambini in crescita richiedono una quantità notevole di energia così come gli uomini ne hanno maggior necessità rispetto alle donne. Saltare la colazione porta a cominciare la giornata con un livello basso di energia e poca voglia di affrontarla col sorriso !!!


Ma cosa mangiare?
Il tempo è poco, gli impegni sono tanti e diventa necessario imparare a organizzarsi anche e soprattutto in cucina, poiché è proprio ai fornelli che possiamo migliorare la qualità di vita nostra e di tutta la famiglia.

Oltre alle solite bevande calde, spremute di agrumi non zuccherate e fresche (che stimolano le funzioni intestinali)anche allungata con dell'acqua se fosse troppo acida, biscotti, torte, fette biscottate, cereali soffiati e corn flakes (attenzione agli zuccheri aggiunti che sono sempre notevoli) e così via, esistono delle alternative per rendere più goloso il nostro pasto senza annoiarci.

Uno dei cult della colazione anglosassone è il porridge, una crema a base di fiocchi avena che viene cucinata con acqua o latte e arricchita di vari e golosi condimenti che possono essere, naturalmente, sia salati che dolci.

Le ricette tradizionali e antiche, aggiungono ingredienti importanti come la panna  che può essere sostituita in modo più leggero ed equilibrato da yogurt vaccino, di capra o vegetale.
Importante è leggere sempre le etichette, per evitare ingredienti già zuccherati.
Potremo farlo noi direttamente con i dolcificanti che preferiamo: sciroppo e/o malto di riso, di orzo, di avena, di acero, miele (in caso di alimentazione onnivora e vegetariana) ma anche composte di frutta senza zucchero, frutta secca ammollata e frullata e così via.

Tra  i "condimenti" si possono aggiungere semi tostati e non, frutta secca da guscio tostata e non, frutta secca a pezzetti, frutta fresca oppure, nella versione salata, verdure crude e cotte, gomasio, alghe nori sbriciolate, salsa di soia o formaggi freschi in caso di alimentazione vegetariana e onnivora.

Il porridge che presento oggi è perfetto per chi ha poco tempo perchè l'avena non necessita di cottura.
Potrà essere arricchito con frutta fresca anche al momento della preparazione, avendo l'accortezza di inserirli sul fondo della ciotola o del barattolo in modo tale da evitarne l'ossidazione.


PORRIDGE DI AVENA CRUDA, CASTAGNE DEL PRETE & FRUTTI












1/3 di tazza di yogurt di soia non zuccherato
2/3 di tazza di bevanda di riso o altro a piacere
1/2 tazza di fiocchi di avena 
(certificati senza glutine se necessario)
un pizzico di sale fino
1 cucchiaio di mirtilli rossi
50 g di castagne del prete o castagne secche 
(ammollate almeno 4 ore in acqua calda)
1 Cucchiaio di sciroppo di riso
un pizzico di vaniglia in polvere
1 cucchiaio di gherigli di noce

1 banana
5 fragole fresche
  1. Scolare le castagne e tritarle grossolanamente.
  2. Versare in una ciotola i fiocchi di avena con i primi nove ingredienti, mescolare, coprire con pellicola trasparente e lasciare tutta notte in frigorifero.
  3. Il mattino successivo, levare dal frigorifero, aggiungere gli altri ingredienti e servire.