Non vi è nulla di più fugace che il cibo ... ma nella memoria il suo ricordo rimarrà immortale ...


domenica 6 dicembre 2015

PROFUMI DI NATALE: PANDIZENZERO ...



Il Pandizenzero è una tipica ricetta diffusasi in tutta Europa da secoli.
E' uno dei dolci che più simboleggia il Natale dei Paesi del Nord, con le sue molteplici forme e consistenze, dai biscotti alle casette alle caramelle ....

Lo si realizza con torte delicatamente speziate, biscotti sottili e croccanti, in altri casi ancora, con biscottoni alti e morbidi, simili a tortine.

Nell'inghilterra medievale significava “zenzero conservato” derivante dalla parola in vecchio francese gingebras e derivante, a sua volta, dal nome latino della spezia “zingebar” che non venne utilizzata per confezionare dolci, fino al XV secolo quando si cominciarono a cuocere delle torte fatte con melassa e aromatizzate con lo zingebar, che si scoprì, avere un potere conservante, quando aggiunto a pani e dolci.

La ricetta di oggi è un pandizenzero morbido e versatile
Può essere consumato a colazione, a merenda, oppure tostato e accompagnato con salse e creme come dessert di fine pranzo di Natale.
Qui potete trovare una versione di Gingerman :)

GINGERBREAD

1/4 di T di olio di girasole
1/2 T di sciroppo d'acero
1/4 di T di Gulamerah (zucchero di cocco)
opp. di malto di riso
3 C di malto di riso integrale o melassa
3/4 di T di latte di soia naturale o alla vaniglia
1 c di aceto di mele
1 c raso di vaniglia in polvere o 2 di estratto 
60 g di cioccolato fondente, min. al 72%
opp. di uvetta
1 e 3/4 di T di farina semintegrale
1 c di bicarbonato 
1 c di lievito in polvere per dolci, naturale
2 c colmi di zenzero in polvere
2 c di cannella macinata
1/2 c di pimento (Pepe di Giamaica) 
opp. di chiodi garofano macinati
1/2 c di sale fino
  1. Scaldare il forno a 175° e ungere e infarinare leggermente, uno stampo da plumcake.
  2. Versare in una ciotola gli ingredienti asciutti e miscelare in una brocca, quelli liquidi.
  3. Mescolando con una frusta, aggiungere i liquidi nella ciotola della farina, fino a ottenre un composto cremoso e omogeneo.
  4. versare l'impasto nello stampo preparato e infornare per 40 minuti circa o fino a quando, inserendo al centro uno spiedino di legno, ne uscirà asciutto.
  5. Se dovesse scurirsi troppo prima del termine della cottura, coprire con un foglio di alluminio e proseguire per il tempo necessario, abbassando al temperatura a 160°.
  6. Lasciare raffreddare su una griglia, prima di servire.

venerdì 30 ottobre 2015

..... A SUON DI TROMBETTA .... ANTICHE VERDURE & MINESTRE



"È una gran cosa sapere che pioggia o vento, da qualche parte c’è un piatto di minestra calda che ti aspetta."
Tuco (Eli Wallach), in Il buono, il brutto, il cattivo, 1966

Tipico simbolo delle stagioni che volgono a temperature più fredde, ma anche in versione cruda, adatte alla stagione estiva, zuppe e minestre sono un piatto importante in un’alimentazione equilibrata, quotidiana.

Con una ciotola di minestra si fa un “pieno benefico” per l’organismo, grazie alla considerevole quantità di verdure con le loro meravigliose proprietà nutritive, ma questo, non è il solo pregio di una fumante o rinfrescante minestra:

1. Sono deliziosi ed eccezionali “confort food”, con possibilità di creare infiniti sapori e profumi.
2. Sono ricette economiche, con un valore aggiunto se preparate applicando la filosofia della “cucina degli avanzi”.
3. E’ il modo più semplice per consumare notevoli quantità di ortaggi e legumi, anche da chi non li ama in altri piatti. 

4. E’ un piatto che, se cucinato in modo adeguato, diventa un utile alleato nelle diete ipocaloriche, regalando una bella sensazione di sazietà con ridotto apporto calorico, grazie alla caratteristica di “riempire bene lo stomaco, estendendolo” .
5. Ricche di verdure e legumi, permettono di ottenere piatti equilibrati e sostanziosi, con buone quantità di Sali minerali, vitamine, fibre e una ridotta quantità di grassi, sempre se non se ne aggiungono durante la preparazione.
6. Calda è indicata per preparare lo stomaco a ricevere il cibo, favorendo la digestione e l’assorbimento dei nutrienti del pasto; in caso di raffreddore, il suo calore aiuta a liberare il setto nasale dal muco.

7. Nonostante si denigri "la minestra riscaldata" nei vari proverbi .... il giorno dopo è ancora più buona ;) e diventa una preziosa "schiscéta" da gustare fuori casa, durante la pausa pranzo.

Io le adoro .... una calda e fumante ciotola di minestra o zuppa, che sia di verdure, di legumi o di frutta, mi regala sempre una sensazione di piacevole coccola.
Questa di oggi è una ricetta all'antica, povera ma gustosa, senza particolari tecniche culinarie, cucinata come si usava una volta: tutti gli ingredienti nel "paiolo" e via con una cottura lenta e delicata .... come la sua azione rigenerante ma discreta, silenziosa ma dai potenti benefici.

L'ingrediente principale  è un ortaggio "dimenticato": la zucchina o zucchino trombetta di Albenga, una varietà di zucche diffusa in Liguria, molto probabilmente, dai marinai che la portarono con loro, al ritorno da qualche viaggio esotico.

"Ortaggio dimenticato" soprattutto per le sue dimensioni che possono arrivare anche a 140 cm. di lunghezza, con evidenti difficoltà di stoccaggio nelle, ormai, abitazioni munite di frigoriferi mai abbastanza capienti :) ma anche di stoccaggio per il loro trasporto, che richiedono cassette capienti e lunghe.
Se raccolta quando il frutto risulta ancora immaturo e verde, si utilizza come una comune zucchina, mentre a completa maturazione, la si cucina come una vera e propria zucca.

MINESTRA ALL'ANTICA CON ANTICO ZUCCHINO TROMBETTA DI ALBENGA
Per la minestra
400 g di zucchina trombetta, sbucciata e tagliata a dadini
1 patata grossa, sbucciata e tagliata a dadini
1 C di triplo concentrato di pomodoro
1/2 c di curcuma
1 cipolla, sbucciata e tagliata a dadini
1 carota, sbucciata e tritata finemente
1 costa di sedano, tritato finemente
1 scalogno, sbucciato e tagliato a dadini
2 foglie di alloro
1 rametto di timo fresco
120 g di pasta corta a piacere (senza glutine, in caso di celiachia)
sale e pepe q.b.
Per condire
un ciuffo di prezzemolo fresco, tritato grossolanamente
1 C di olio evo (facoltativo)
2 C di mandorle tostate o bianche, frullate  con 1/2 c di sale fino
  1. In una capiente casseruola o pentola di coccio, versare tutti gli ingredienti, tranne la pasta, per la minestra, coprire a filo con acqua, poi portare a bollore.
  2. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e cuocere per 40 minuti, o fino a quando le verdure saranno morbide.
  3. Aggiungere la pasta e cuocere secondo i tempi indicati sulla confezione, senza coperchio.
  4. Spegnere, eliminare il rametto di timo e le foglie di alloro, condire con l'olio, il prezzemolo e regolarne il gusto a piacere, poi mescolare energicamente con una frusta da pasticceria per addensarla e servire calda, cospargendo la superficie con le mandorle macinate.

lunedì 14 settembre 2015

... LASCIAMI INGOIARE IL TRAMONTO ..... E UNA ZUPPA FUCSIA .....

"Lasciami, oh lasciami immergere l’anima nei colori; lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno."
(Khalil Gibran)

Amo i colori con le loro sfumature .... nel piatto, in modo particolare ....
La barbabietola è un frutto dell'orto, non molto conosciuto come ingrediente nella cucina di casa, sfruttato nell'industria alimentare.
Ha un gusto dolce e zuccherino, un succo denso e corposo che colora tutto quello con cui viene a contatto ed è adattabile a ricette che vanno dall'antipasto al dessert.

Appartenente alla stessa famiglia degli spinaci e delle bietole, se ne possono consumare sia le foglie, ricche di calcio e ferro, che le radici, facendo attenzione a moderarne il consumo, in caso di problemi di calcoli renali; ne esistono di diverse sfumature di colore ma, sul nostro territorio, è piuttosto improbabile trovarne gialle o arancioni anche se, bisogna tenere presente, che le rosse sono quelle più utili per il nostro benessere.

Ai tempi dei romani erano considerate cibo afrodisiaco e, in effetti, non si può definire solamente "folklore" poiché, ai tempi nostri, sappiamo che contengono anche del boro, elemento che agisce sulla produzione di ormoni sessuali umani :)

Quasi priva di grassi, povera di calorie, ricca di vitamine, minerali e di preziosi antiossidanti, è una degli ingredienti utili in questo periodo per le sue caratteristiche depurative, agendo sul fegato e stimolandone i processi di depurazione.

Il colore rosso è dato dall'alto contenuto di betacianine, possiedono acido folico, Vitamine A e C, manganese e potassio, glutammina, nonché una buona percentuale di fibra che favorisce il transito intestinale, regolando i livelli del colesterolo; rafforza le pareti arteriose, diminuendo il rischio di malattie cardiache e ictus.

La barbabietola ha uno dei più alti contenuti si zuccheri, di qualsiasi altra verdura, ma viene rilasciato lentamente nell'organismo ..... anche se possiede un indice glicemico "medio" (circa 64), ha un impatto glicemico molto basso di circa 2,9 che significa essere un prodotto che aiuta a mantenere le glicemie stabili ... insomma, agisce in modo nettamente differente di una tavoletta di cioccolata :)

Recenti studi hanno confermato che, bere regolarmente del succo di barbabietola, promuove l'ossigenazione del cervello rallentando, così, la progressione della demenza senile; ma anche per chi pratica sport, diventa un eccellente alleato per aumentare la propria resistenza agli sforzi atletici.

Sui banchi dei supermercati si trovano in versione già cotte al vapore e confezionate sottovuoto; diventa un po' più complicato procurarsene di fresche in modo tale da provvedere direttamente alla relativa cottura: sono disponibili sui banchi di negozi specializzati in alimentazione naturale o ai mercati diretti dei produttori
  • Cuocendole in casa, il gusto dolce risulta meno stucchevole e anche la consistenza ne guadagna.
  • Si conservano in frigorifero, avvolte in canovacci umidi.
  • Se, col passare dei giorni, perdessero di croccantezza e diventassero un po' elastiche al tatto, basterà lasciarle rinvenire tutta notte in frigorifero, immerse in una ciotola di acqua fredda.
  • Per lavarle, utilizzare una spazzolina apposita per radici, senza grattare troppo la scorza che fungerà da protezione dei pigmenti viola, durante la cottura.
  • Cuocere in acqua bollente, leggermente salata, le radici, mantenendole integre con la radichetta inferiore e almeno 3 cm. della base delle foglie.
  • Per sbucciarle, utilizzare guanti protettivi per evitare di macchiarsi di rosso le mani, oppure lavare le mani macchiate, con succo di limone.
  • Si possono cuocere al vapore: anche in questo caso, non sbucciarle.
  • Si cuociono intere al forno, a 180° per 30 minuti, coperte con foglio di alluminio e altri 20 minuti, eliminando l'alluminio.
La ricetta di oggi è una zuppa tipica dei Paesi nordici.
L'ho mangiata quest'estate, nella bellissima Cracovia e l'ho rivisitata, adattandola con ingredienti più facilmente reperibili, rispetto alla ricetta originale: ve ne innamorerete !!!!!

BORSCHT ESTIVO 


400 g di barbabietole rosse, cotte e sbucciate
100 g di panna di soia
300 g di yogurt di soia naturale
4 C di acidulato di umeboshi o q.b.
pepe macinato a piacere
un bel ciuffo di erba cipollina
il succo di un limone
  1. Versare in un contenitore dai bordi alti, la panna di soia; salare leggermente e condire con il succo di limone, mescolando e lasciando riposare per 15 minuti.
  2. Tagliare a pezzetti le barbabietole e versarle nella ciotola con la "panna acida".
  3. Unire lo yogurt, pepe macinato e frullare, unendo acqua quanto basta per ottenere una consistenza vellutata e ben amalgamata.
  4. Lasciare riposare per 10 minuti, poi condire con acidulato di umeboshi a piacere.
  5. Conservare la zuppa in luogo fresco (anche il frigorifero) fino al momento di servirla, distribuita in ciotole e decorando con abbondante erba cipollina.
  6. Rimane in frigorifero fino a 3 giorni.
Variazione:  Questa zuppa, ottenendo una consistenza più fluida, diventa un'ottima bevanda che accompagna le pietanze d'estate.

giovedì 10 settembre 2015

NEL CESTINO DELL'AUTUNNO ..... I FUNGHI


Uno dei prodotti che si identifica con la tarda estate e l’autunno, sono i funghi, affascinanti creature dei boschi che si ingraziano la gola di migliaia di golosauri, con le loro consistenze e il loro inebriante profumo.



Spesso sono raggruppati con le verdure anche se fanno parte di una categoria specifica che si differenzia sia dal mondo vegetale che animale e, per migliaia di anni, le culture orientali ne hanno venerato i benefici, come fonte di potenti sostanze nutritive.

Se analizziamo l'aspetto energetico dei funghi, dobbiamo tenere presente che hanno una forte energia espansiva (yin); basti pensare alla velocità con cui crescono e alla loro consistenza morbida, spugnosa e porosa.
Proprio per questo motivo, così come possono essere molto utili per rafforzare, possono diventare problematici ed essere causa di indebolimento in soggetti già eccessivamente yin; in questo caso, si possono preferibilmente usare funghi secchi, piuttosto che freschi: l'energia yang del sole, ne bilancerà la natura yin.   

I funghi possiedono un basso contenuto di calorie, sono privi di grassi, di colesterolo, di glutine e contengono una bassa percentuale di sodio, hanno proprietà plastiche, antianemiche e rimineralizzanti , fornendo, nonostante le loro caratteristiche “light”, sostanze nutritive importanti, quali il selenio, il potassio, la riboflavina, la niacina, la vitamina D e molto altro ancora.


  • Sono una buona fonte di vitamine del gruppo B, tra cui riboflavina (aiuta a mantenere sani i globuli rossi),  niacina (promuove la salute della pelle e assicura un corretto funzionamento del sistema digestivo e nervoso) e acido pantotenico (aiuta la produzione di ormoni e gioca un ruolo importante nel sistema nervoso)
  • Sono una buona fonte anche di Sali minerali importanti come il selenio (funziona da antiossidante, proteggendo le cellule da danni che potrebbero causare malattie cardiache, alcuni tipi di cancro e malattie relative all’invecchiamento fisiologico; utile per il sistema immunitario e nella fertilità maschile), il ferro (necessario per la sintesi dell’emoglobina, di mioglobina e di collagene), l’ergotioneina (antiossidante e regolatore degli enzimi metallici), il rame (contribuisce a rafforzare i globuli rossi, ossa e nervi), il potassio – i Portobello ne contengono più che le banane - (necessario per il bilanciamento idrico e minerale dell’organismo e aiuta a controllare la pressione sanguigna, nonché il corretto funzionamento di alcuni muscoli compreso il cuore), i Beta-Glucani – soprattutto negli Shitake ­- (rafforzatori del sistema immunitario contro allergie e regolatori del metabolismo di grassi e zuccheri nel corpo umano)
  • Sono i vegetali che contendono una percentuale maggiore di vitamina D
  • Contengono una buona percentuale di fibre ma che risulta un po’ indigesta per i bambini.
Nella cucina naturale i funghi sono un ingredienti perfetto nella preparazione di fondi di cottura, salse ma anche per gustosi contorni e profumati ripieni.
I funghi di dimensioni  grandi, invece, diventano eccellenti ingredienti base per pietanze sfiziose, come questa

TAGLIATA DI FUNGHI PORTOBELLO


4 funghi Portobello (o champignon giganti)

Per la marinata
1/4 T di tamari (salsa di soia senza glutine)
2 C di aceto di mele o acidulato di riso
1 C di sciroppo d'acero
2 spicchi di aglio, sbucciati e schiacciati
1 c di lemon pepper 
(opp di buccia di limone grattugiata e condita con pepe macinato grossolanamente)
1 c di timo essiccato
qualche goccia di fumo liquido (facoltativo)
acqua q.b. per avere quantità di liquido a sufficienza per lasciare marinare i funghi


Per servire:
succo di limone 
prezzemolo fresco, tritato grossolanamente
  1. La sera precedente, mescolare in un contenitore con coperchio, gli ingredienti per la marinata.
  2. Spazzolare e lavare i funghi interi, asciugarli e sistemarli nel contenitore con la marinata;  chiudere, scuotere delicatamente gli ingredienti  per amalgamarli e lasciare riposare almeno 12 ore, in frigorifero.
  3. Trascorso il tempo di riposo, scaldare il forno a 190°, foderare una teglia con carta apposita e versarvi funghi e marinatura, poi infornare per circa 45 minuti, girandoli ogni tanto perché si insaporiscano per bene.
  4. Scolare i funghi dal liquido rimasto sul fondo e tagliarli con un coltello affilato, a fettine alte al massimo 1/2 cm.
  5. Sistemare la tagliata di funghi su un piatto da portata e condire con succo di limone, prezzemolo e qualche cucchiaio di marinata ristretta.

venerdì 4 settembre 2015

NON SOLO IN CUCINA .... L'IMPORTANZA DELLE STAGIONI ... LA TARDA ESTATE




L’età è un dono prezioso, qualcosa da guardare con orgoglio e soddisfazione.

Osservo i segni del tempo sul mio viso che, anche se impercettibili, ne modificano i lineamenti, rendendoli marcati ed evanescenti, vaporosi e decisi, raccontando più storie che uno scaffale di libri …. e non voglio ricorrere a interventi estetici che non mi farebbero più riconoscere allo specchio e mi farebbero perdere quello per cui ho tanto lavorato ;)


Osservo i miei piedi che, senza occhiali, paiono come 30 anni fa, ma quei piedi che devi curare costantemente per mantenere morbidi e per contrastarne la secchezza del tempo che asciuga tutto e le leggere “linee d’espressione” attorno agli occhi, sul collo, attorno alle labbra, di cui mi prendo cura da così tanto tempo che, ormai, la toilette della sera e della mattina, quando tutti dormono ancora o sono già fuori casa, è un piacevole rito di coccole che scandisce l'inizio e la fine del mio quotidiano.


Osservo le mie mani dalla pelle sgranata che, viste con una lente d’ingrandimento, sembrano, anno dopo anno, opere artistiche in Cracklè, o sottili ragnatele, con i loro punti asciutti e simili a carta vetrata sottile e i calletti tipici di mani operose che, instancabilmente, tanto hanno creato negli anni, testimoniando nella storia il mio intenso passaggio sulla terra .... e ne vado orgogliosa.

Sorrido a quei capelli d'argento come un chiaro di luna che brillano sempre prima, nelle settimane successive all'appuntamento col parrucchiere, ogni volta che entro in ascensore e mi guardo allo specchio e le lentiggini (più poetico che chiamarle macchie) dove il sole splende attraverso….. e penso alla costanza che sviluppo prendendomene cura per schiarirle …. Ma che poi, fondamentalmente, non mi importa più di tanto :)


E osservo curiosa, quelle vene  che diventano sempre più evidenti sotto la pelle sempre più trasparente, come torrenti in piena e fulmini in montagna d’estate, trattenute in una sfoglia di riso…. E decido che non voglio coprire le braccia con le maniche perché non sono più, esteticamente, perfette, ma che hanno imparato ad abbracciare al momento giusto, le persone giuste ...


La mia età è un dono prezioso che vale la pena di conservare con cura, come un leone bianco, rara perché terminata con me, non ce ne sarà più replica.


Gli anni che passano sono la mia storia, quella per la cui trama ho lottato tanto, valorosamente, quella che ho imparato ad arricchire lasciandomi andare al flusso della vita, manovrandone il timone per continuare a solcare i mari della conoscenza al largo, senza mai lasciarla andare alla deriva.


La mia età è preziosa e bella come lo sono i fiori secchi, che hanno saputo trasformare la loro freschezza in bellezza accogliente, permanente e calorosa; le mie rughe e le pieghe della mia pelle sono creature che meritano rispetto, così come foglie d’autunno che mi regalano paesaggi affascinanti e romantici, ricchi di pace e tranquillità permettendomi di “nascondere” e dimenticare sprazzi di nostalgie di primavera.


Vivere una vita al ritmo delle stagioni, mi permette di capire che il tempo è solo un'illusione creata dall’uomo ….. vivere appieno le mie stagioni mi regala la bellezza di essere senza tempo ….. perché ogni giorno è il mio tempo.


Ho conosciuto, nel mio tempo, donne e uomini che sono diventati parte del mio riflesso nello specchio e, anche loro saranno, sono e sono stati un dono prezioso.

La mia età è preziosa perché ricca di storie, di piacevoli sensazioni come il cioccolato al 99% che sciolgo sulla lingua come una pozzanghera dopo la pioggia, stuzzicando innumerevoli emozioni ….. come le fragole pucciate da bambina nello zucchero o ricoperte di panna montata ...come le ciliegie appese alle orecchie per farne degli orecchini da diva di Hollywood che rinfrescano il collo….


Ogni volta che mi guardo allo specchio do il benvenuto alla mia età come a un amico che non vedo da moltissimo tempo …. 

Mi regalo le migliori miscele di caffè, perché non lo bevo più,tanto per, ma per gustarne attentamente gli aromi e scoprirne di nuovi…. Mi regalo gli ingredienti migliori perché lascino traccia nel mio tempo di oggi che sarà la mia età di domani …. 


Mi regalo ancora tante ore in cucina ….. perché gran parte della mia età l’ho costruita proprio lì, da sola, coi miei cari, con gli amici ….. il profumo della composta di mele di fine agosto a casa della signora Lia a Colico, il profumo del ciambellone della mamma e della torta allo zenzero di Natale, o della pizza del sabato sera; il profumo del brodo e dei tortellini sulla stufa a legna dei mie nonni paterni e del lambrusco novello con cui condivano ogni ultimo cucchiaio della minestra di riso.

E mi regalo anche questi meravigliosi biscotti, che sanno di tarda estate perché le ciliegie sono ormai state essiccate ….. e perché alla mia età ho imparato che la vita è fatta di piccole, dolci e golose quotidianità .....

COOKIES DI FINE ESTATE 
alle ciliegie & cioccolato fondente

1 T di farina semintegrale di frumento
1 T di farina di farro
1 T di fiocchi di avena grandi
1 T di fiocchi di avena piccoli
2 C di farina di semi di lino
8 C di acqua calda (non bollente)
1,5 c di lievito naturale per dolci
1 c di cannella in polvere
1 c raso di vaniglia in polvere
3/4 c di sale fino
3/4 T di burro di cocco (a temperatura ambiente) 
opp. margarina bio(morbida) 
opp. 1/2 T di olio di girasole
1 T di Gulamerah (zucchero di fiori di cocco -Panela)
1/2 T di sciroppo d'acero
1 T di ciliegie o amarene essiccate 
100 g di cioccolato extrafondente (72%) tagliato a pezzetti non troppo piccoli

  1. Miscelare la farina di lino con l'acqua, fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo.
  2. Riscaldare il forno a 175° e foderare con carta forno una placca/teglia bassa.
  3. In una ciotola capiente, versare le farine, il sale, lo zucchero di cocco, la cannella, la vaniglia e il lievito, miscelando con una frusta per eliminare eventuali grumi e ossigenare gli ingredienti.
  4. Mescolando con un cucchiaio di legno, aggiungere al composto di farine, uno alla volta, gli ingredienti liquidi. e, infine, la crema di semi di lino.
  5. Per ultimi, unire, i fiocchi di avena, le ciliegie e il cioccolato a pezzetti, mescolando accuratamente per ottenere un impasto omogeneo, morbido e appiccicoso.
  6. Suddividere l'impasto con l'aiuto di due cucchiai o formando delle palline con le mani bagnate, della grandezza preferita, con uno spessore massimo di 1,5 cm. e distribuirlo sulla teglia preparata.
  7. Infornare per 13/15 minuti circa, fino a quando il fondo e i bordi saranno dorati; il centro, al tatto, sarà ancora morbido, ma si asciugherà raffreddando.
  8. Sfornare e lasciare raffreddare sulla griglia, prima di servire.
  9. Possono essere stoccati in scatole di latta o vasi di vetro, fino a 15 giorni ... se dureranno senza essere divorati :)

giovedì 14 maggio 2015

ANTICO & POSSENTE: IL FARRO

Il farro è un grano coltivato da migliaia di anni.

Sulla classificazione di questo cereale, si trovano diverse opinioni: alcuni botanici dichiarano che si tratti di una sottospecie della famiglia del grano tenero, altri che sia una tipologia di grano completamente diversa e a sé stante.

Fatto sta che, nell’epoca moderna, col passare degli anni si è persa la coltivazione del farro, a causa della durezza del suo pericarpo (la parte più esterna del chicco) e all’arrivo epocale, nel dopoguerra, del “cibo raffinato”.

Fortunatamente, con l'avvento del movimento alimentare salutistico attorno al 1980, il prezioso farro è tornato a comparire nuovamente nelle abitudini alimentari popolari.

Il farro è presente sul mercato in diversi modi:

 
  • Farro piccolo o farro monococco (Triticum monococcum) è un farro che si presenta come un piccolo seme, privo del taglio verticale tipico dei cereali. E' il tipo che richiese più impegno e lavoro per gli agricoltori e, di conseguenza, il suo costo sul mercato è superiore rispetto gli altri tipi; ma vale la pena di provarlo per produrre biscotti e frolle: buonissimo !!!!
  • Farro medio o farro dicocco (Triticum dicoccum) è il tipo che si trova maggiormente in Italia
  • Farro grande o farro spelta ( Triticum Spelta)
  • Spezzato di farro
Si tratta di farro in chicco che viene,non macinato, ma proprio spezzato in 3-4 parti, attraverso delle macchine apposite; non necessita di ammollo e cuoce almeno 15 minuti prima del chicco intero. la sua consistenza, in questo caso, diventerà simile a una polentina. ottimo, quindi, per sformati, polpette e dolci, nonché nelle zuppe e minestre. 

Pare che il farro abbia caratteristiche nutrizionali più interessanti del frumento e, in alcuni casi, è tollerato anche da soggetti con problemi di sensibilità al glutine, soprattutto per quanto riguarda il farro monococco, la varietà più antica.

Proprio grazie alla “durezza” dell'involucro esterno, la sua coltivazione è molto più “pulita”, poiché questo cereale risulta facilmente protetto dagli attacchi di insetti e relative infestazioni; allo stesso modo, la trebbiatura richiede più lavoro per ottenere il chicco ripulito dal guscio esterno.
E’ un cereale importante dal punto di vista nutrizionale, con potere saziante e ricostituente, ricco di vitamine, proteine e Sali minerali.

Ottimo per prevenire la formazione di calcoli biliari, per ridurre il rischio di asma infantile e, sembra risultare utile, nella prevenzione delle formazioni cancerogene delle mammelle, grazie alla presenza di una speciale tipologia di fitonutrienti, chiamati lignani vegetali, preziosi elementi studiati in campo farmacologico per la loro caratteristica di prevenzione di diverse patologie, del colon, della mammella e cardiovascolari.

Anche l’apporto di fibre risulta un’importante caratteristica nutrizionale del farro, un po’ come per tutti i cereali integrali: in 250 g circa di farro cotto, la fibra contenuta copre all’incirca il 30% del fabbisogno quotidiano.
Ricordiamo che le fibre sono estremamente utili per ridurre il rischio di costipazioni intestinali ma anche per controllare i livelli degli zuccheri nel sangue e, grazie anche alla presenza del magnesio, abbassando notevolmente il rischio di diabete di tipo 2, riducendo quelli del colesterolo LDL.


Il ferro, uno dei minerali contenuti nel farro, è necessario per globuli rossi sani così come il fosforo di cui, sempre in 250 g di farro cotto, se ne trova il 30% del valore giornaliero.Un altro elemento che in 250 g di farro, è il potassio, utile a mantenere equilibrata la pressione sanguigna: ne troviamo circa l’8% del fabbisogno giornaliero.
La niacina, presente nel farro, protegge il corpo dai fattori di rischio cardiovascolare e riduce l’aggregazione delle piastrine con conseguente rischio di aterosclerosi, nonché i livelli di colesterolo LDL e delle lipoproteine e può inibire i radicali liberi da ossidanti LDL.
E' l'unico cereale che contiene la metionina, un amminoacido utile per controllare batteri patogeni e per il trattamento di alcuni tipi di calcoli renali e delle vie urinarie.

Ma, dopo alcuni semplici aspetti “chimici” del farro, mi piace dedicare lo spazio ad altri aspetti curiosi e interessanti di questo cereale.  

Il suo gusto, tendente al nocciolato, dona carattere alle pietanze; versatile in cucina, diventa ingrediente base dall’antipasto al dessert.

Per cuocerlo, bisogna prima risciacquarlo accuratamente, scolarlo, versarlo in una casseruola dal fondo pesante, aggiungere acqua:
1 parte di farro a 2,5 parti di acqua, per il farro perlato
1 a 3 per quello decorticato, che sarebbe meglio lasciare in ammollo, in acqua fredda, per almeno 4 ore.
Portare a bollore con un pizzico di sale (che servirà ad attivare l’energia del cereale e farlo aprire bene durante la cottura), abbassare, coprire e lasciare cuocere, senza mescolare, per circa 45 minuti.
Spegnere e lasciare riposare, sempre coperto, per 10 minuti, permettendo al farro di gonfiarsi e rimanere sgranato.
Si conserva 3-4 giorni, chiuso, in frigorifero.

Non solo chicco, difatti, la farina ottenuta dal farro, è profumata e dal gusto intenso e, per la sua caratteristica di contenere una bassa percentuale di glutine, risulta perfetta nella preparazione di prodotti da forno che devono risultare friabili e croccanti: crackers, grissini, schiacciatine, biscotti e frolle ma anche nel pane, per ottenere un risultato compatto ma morbido e molto profumato.

Infine, una ricetta profumata e gustosissima ..... con cui rigenerarci in queste prime caldazze di fine primavera
 

INSALATA DI FARRO 
CON PEPERONI ARROSTITI 
E CIPOLLE IN AGRODOLCE


280 g di farro 

(riso integrale in caso di intolleranze al glutine)
2 peperoni rossi

2 peperoni gialli
1 grossa cipolla di Tropea
1 scalogno 

Sale e pepe q.b.
3 C di olio evo
1 C di bacche di goji
1 C di uvetta
2 C di aceto balsamico
Un pizzico di aglio in polve
Un mazzetto di timo fresco
un ciuffo di basilico fresco
  1. Lavare il farro, scolarlo e versarlo in una casseruola con fondo pesante.
  2. Aggiungere 600 g di acqua, un pizzico di sale e portare a bollore; abbassare la fiamma, coprire e lasciare cuocere per 40 minuti circa, fino a quando il liquido sarà assorbito e si formeranno sulla superficie dei camini (buchi); spegnere e lasciare intiepidire, coperto.
  3. Nel frattempo, riscaldare il forno a 170° e foderare una teglia bassa, con carta antiaderente.
  4. Lavare i peperoni e metterli sulla teglia preparata, poi infornare per circa 20/25 minuti, finché la buccia sarà abbrustolita.
  5. Chiudere i peperoni in sacchetto di carta e lasciare riposare 10 minuti, poi eliminarne buccia, filamenti interni e relativi semi, tagliare le falde in striscioline e condire con un cucchiaio di olio, un pizzico di sale fino e di aglio in polvere. Lasciare insaporire per 15 minuti.
  6. In un tegame, scaldare l’olio e rosolarvi la cipolla e lo scalogno, mondati e tagliati a spicchi con spessore di 1,5 cm.
  7. Salare e pepare e lasciare rosolare a fiamma media, con coperchio, per 10 minuti, aggiungendo poca acqua se necessario, perché non attacchino sul fondo.
  8. Unire le bacche di Goji e l’uvetta, precedentemente lasciate in ammollo in acqua fredda, per 10 minuti e scolate.
  9. Mescolare con un cucchiaio di legno, poi sfumare con l’aceto balsamico, lasciando evaporare per qualche secondo; regolare sale e pepe a piacere e condire con le foglioline di timo fresco e il basilico spezzettato a mano.
  10. Condire il farro con le cipolle in agrodolce e i filetti di peperone conditi, regolandone il sapore a piacere.
  11. Lasciare riposare 15 minuti prima di servire.

venerdì 8 maggio 2015

M COME MIGLIO

Quando si parla di miglio, normalmente, l'associazione va subito al cibo per gli uccellini .... ovviamente, oggi, parlerò del miglio adatto al consumo "umano" :)
Si tratta di un cereale molto antico, di cui si trova traccia perfino nell'epoca della preistoria ed è stato un cibo importante per parecchi popoli .... compreso il nord italia: la tipica polenta era a base di miglio fino all'arrivo del mais.
Davvero interessante sotto diversi punti di vista nutrizionali:
  1. E' un cereale senza glutine, già in natura.
  2. E' un cereale che non crea acidità nell'organismo ma è un alcalinizzante del corpo.
  3. Si tratta di un alimento ad alta digeribilità, ben tollerato da bambini, anziani e indicato in stati di convalescenza o per affrontare momenti di stanchezza e/o debolezza.
  4. Ricco di sali minerali tra cui manganese, rame, fosforo e, soprattutto, magnesio; proprio grazie alla presenza di quest'ultimo, il miglio è un ottimo aiuto in casi di problemi legati al cuore (abbassa la pressione sanguigna), riduce la gravità dellasma e contrasta problemi di emicrania.
  5. Il fosforo è utile per lo sviluppo e la riparazione dei tessuti del corpo, e regola il metabolismo dei grassi.
  6. E' altamento proteico ed è di assoluto beneficio per lo stomaco, la milza, il pancreas e il sistema linfatico.
  7. La stagione legata al miglio è il primo autunno, il suo colore richiama il colore principale di questo periodo e i colori della terra.
  8. E' confermata la credenza che rafforzi unghie, capelli, smalto dentale ed epidermide ... il suo consumo costante ci permette di assorbire l'acido salicilico contenuto in questo prezioso cereale e che agisce proprio su questi elementi del nostro corpo.
  9. E' ricco di fibre che ci permettono di contrastare la stitichezza, idratando il colon e, agendo come un integratore di microflora ed è a basso impatto glicemico, poiché povero di zuccheri semplici.
  10. La presenza di niacina (vit B3), aiuta a ridurre e regolare il colesterolo "cattivo" e i trigliceridi
  11. Presenta interessanti qualità antiossidanti.
  12. le persone che soffrono di ipotiroidismo, devono consumarne con parsimonia, poiché contiene anche una sostanza che, in grande quantità, inibisce la funzionalità tiroidea, limitandone l'assorbimento di iodio.
Ma analizziamolo anche dal punto di vista gastronomico e pratico:
  1. E' un cereale molto versatile in cucina, lo si utilizza dall'antipasto al dolce.
  2. E' molto apprezzato dalle donne, non sempre dai maschietti ma, proprio per la sua versatilità, si trova sempre la ricetta giusta per presentarlo a tavola :)
  3. Ha un prezzo conveniente, vista anche la sua resa dopo la cottura.
  4. Ha un gusto dolce, leggermente nocciolato, che lega benissimo con quello del limone, sia in ricette salate che dolci.
  5. Si abbina perfettamente alle verdure dolci, soprattutto la zucca, che assieme diventano un potente rimedio per rafforzare lo stomaco e il pancreas.
  6. Per la cottura:
  • Per prima cosa occorre lavarlo abbondantemente sotto acqua corrente, facendo attenzione che il colino abbia maglie fitte, altrimenti se ne disperderà parecchio.
  • Per ottenere una consistenza sgranata, meglio tostarlo in padella, prima di aggiungere l'acqua e i condimenti.
  • La cottura avviene, come per gli altri cereali integrali, per assorbimento, con un rapporto 1 a 3 (una parte di miglio e 3 parti di acqua) se si necessita di una consistenza sgranata, ideale per utilizzarlo come cereale; un rapporto da 1 a 6, per ottenre una cnsistenza più o meno cremosa; in ogni caso, si aggiunge un pizzico di sale fino, si porta a bollore, si copre, e si lascia cuocere a fiamma bassissima, utilizzando una retina spargifiamma tra fornello e pentola. Una volta assorbito tutto il liquido (da 25 a 45 minuti), si saranno formati dei piccoli crateri sulla superficie e il miglio risulterà ben gonfiato. Si spegne, si lascia riposare almeno 10 minuti, coperto, prima di utilizzare.
  • E' possibile cuocere questo cereale con l'aggiunta di verdura o frutta.
  • Ha un ottimo potere "incollante", per preparare crocchette, burgers e polpettine, meglio utilizzarlo il giorno successivo alla cottura.
  • Macinato rendendolo farina, può essere utilizzato per la preparazione di prodotti da forno senza glutine, oppure in aggiunta a farine con glutine tradizionali: attenzione: la farina di miglio tende a lasciare nel prodotto finito un leggero retrogusto amarognolo, se non macinata al momento.
Per comprendere la grande versatilità del miglio, oggi racconterò una ricetta un po' diversa dalle solite dove lo si utilizza:

MAIONESE DI MIGLIO


½ T di miglio cotto 
¼ T di anacardi, non salati, lasciati in ammollo in acqua fredda per un'ora e, poi, scolati
3-4 C di olio di girasole
Un pizzico di aglio in polvere (a piacere) 
2 C di aceto di mele 
Il succo di ½ limone o q.b.
Una macinata di pepe 
Acqua calda q.b. 
Sale q.b. 
¼ c di curcuma
  1. Versare gli ingredienti nel bicchiere di un frullatore e frullare, aggiungendo acqua calda poco alla volta, fino a ottenere la consistenza desiderata.
  2. Regolare il sapore della salsa, a piacere.
  3. Conservare in un vasetto chiuso, in frigorifero, per circa una settimana.

lunedì 4 maggio 2015

LA PRIMAVERA IN SEI MOSSE


Il principio più importante, su cui si basa la macrobiotica, è quello della ricerca dell’equilibrio.
L’equilibrio nella scelta dell’alimentazione, del luogo in cui vivere, degli ingredienti ….. trovare l’equilibrio nella propria vita, significa trovare benessere fisico, emotivo e sociale.
Il primo passo verso un buon equilibrio, è quello che nasce dall’avvicinarsi ai cicli della natura che, con la stagionalità dei suoi movimenti, ci dona prodotti, colori, sensazioni e profumi ed energia …. Impariamo ad alzare lo sguardo sulla natura del nostro territorio, quella alla nostra portata, quella che circonda la nostra vita di tutti i giorni …… ritrovare e mantenere una connessione con essa, ci aiuta a superare i piccoli stress quotidiani e l’alimentazione naturale, è una di queste piccole consapevolezze, che porta sempre grandi cambiamenti nell’esistenza di ognuno di noi.
La primavera è una stagione molto importante, come l’autunno, una stagione di transizione che porta dal freddo inverno alla calda estate.

E’ la stagione dell’energia legno o albero, legata al fegato e alla cistifellea ma anche agli occhi e all’apparato muscolare, perfetto momento dell’anno per occuparsi di questi organi, per risolvere problemi legati ad essi e rafforzarli.

Il fegato appesantito o contratto ci porta a risvegli di pessimo umore, magari con gli occhi che sono pesanti e appiccicosi, nonostante abbiamo dormito bene tutta la notte, ci porta a parlare con voce alta, a gridare quando siamo alterati …… in altri casi a rimandare decisioni e non portare avanti un progetto che, magari, abbiamo programmato per tutto l’inverno.

Qualche piccolo appunto da segnare in agenda per questo mese, così da sfruttare al meglio questa straordinaria stagione e le sue opportunità:
 
  • ANDIAMO A FARE LA SPESA

Fare la spesa è la prima azione che si compie per poter, di conseguenza, cucinare; quindi fare la spesa al meglio è una priorità, soprattutto nella cucina naturale, perché, si sa, chi ben incomincia è a metà dell’opera !!!


Visitiamo i mercati cosiddetti “del contadino".
Spesso il famoso “km 0” conta di più di altri fattori, come la scelta del biologico.

Acquistare da piccoli produttori del nostro territorio, ci permette di trovare prodotti coltivati su terreni circostanti, ricchi così di sostanze necessarie ad affrontare il clima della zona in cui viviamo.
Consumare prodotti locali freschi, ci mantiene in collegamento con la terra in una modalità quasi primordiale
  • VARIETA’ & LEGGEREZZA NEL PIATTO

Per trovare l’equilibrio con l’alimentazione, dobbiamo impegnarci ad ampliarla e renderla varia.

Ogni verdura e ogni frutto ha delle caratteristiche differenti, sia come nutrienti che come fibre…. Sali minerali, vitamine, carboidrati e acqua: niente di meglio per rinfrescare l’organismo ed eliminare gli eccessi di cibi un po’ troppo conditi e riscaldanti, mangiati durante la stagione fredda.

Cominciamo a inserire nella nostra alimentazione quotidiana, una buona quantità di verdura e frutta fresca: nuovi sapori e consistenze ci aiuteranno ad aprirci a “nuove” esperienze ….. proprio come un albero che dischiude, in primavera, le sue rinnovate gemme.

  • QUESTIONE DI GUSTI

I gusti sono gusti, ma il nostro corpo, in primavera, apprezza particolarmente il gusto acido con una punta di amaro.
Il colore è il verde ….. quindi, se uniamo amaro, acido e verde ecco apparire nella nostra cucina la catalogna, la cima di rapa tardiva, il tarassaco e le erbe selvatiche, ma anche le erbe aromatiche.
Ogni giorno un po’ di foglie verdi nel piatto, anche solo scottate e consumate con una bella spruzzata di succo di limone, aiuteranno l’organismo a depurarsi, in particolare il nostro fegato.
Hanno proprietà depuranti e “detergenti” e bilanciano i pesanti, conditi e cremosi cibi invernali.
Non gettiamo l’acqua di cottura di questi meravigliosi ortaggi: diventa una perfetta bevanda depurante !!!!

  • COTTURE LEGGERE

Abbiamo già segnato di inserire un po’ più di “crudo”, ma perfette sono le cotture leggere come la scottatura, la cottura a vapore e il “saltato” con poco olio: ottimi metodi per dare il via alla primavera :)
Con l’inverno abbiamo riscaldato, consolato e arrotondato il nostro corpo con lunghe cotture di piatti ricchi di condimenti e proteine … con la primavera lo alleggeriamo e lo rimineralizziamo.

Questa è una stagione un po’ strana …. Ci aspettiamo che sia ricchissima di verdure …. Ma in verità, la primavera è una stagione che germoglia le nuove verdure.

Così sfruttiamo al massimo, proprio i germogli, magari coltivati nella nostra cucina, per alleggerire e accompagnare le pietanze e, aspettando i frutti della calda estate, cerchiamo gli ortaggi tardivi che l’orto ci offre: il cavolo cappuccio, la cima di rapa, la zucca rimasta buona buona, nella fresca cantina o dispensa, le batate dolci, le rimanenze dei mercati invernali, insomma …… servite con salsine agrodolci saranno perfette!!!

Beviamo acqua, infusi e tisane ….. sono un’ottima abitudine per drenare ristagni di liquidi nell'organismo e riequilibrarli.
  • SORRIDI E RESPIRA
Sorridere a qualcuno o a qualcosa, porta a un atteggiamento positivo e ci aiuta ad affrontare al meglio anche situazioni impegnative e pesanti.
Quando si parla di alimentazione naturale, non si parla solamente di chimica, ma anche di energia ….. Ingrediente importantissimo per la buona riuscita della nostra vita quotidiana.
La primavera è la stagione del vento, che porta a cambiamenti repentini di temperatura e di colori, ma anche di pensieri e sensazioni.
La primavera è la stagione delle pioggerelline fini ma intense, che danno un po' di noia se ci troviamo in giro, ammorbidiscono il terreno pronto per essere seminato.
E’ la stagione del tiepido sole che fa, finalmente, capolino nel cielo azzurro ….
Passeggiamo in quest’aria tiepida e timida, respirando profondamente “di pancia” e spingendo il diaframma verso il basso….. respirare in modo corretto, aiuta l’azione di depurazione e innesca meccanismi incredibili di rigenerazione, attivando il sistema linfatico …. nonché di smaltimento degli eccessi anche di grasso …. e di peso !!!


Inspirare per 4 secondi, trattenere il respiro per 8 ed espirare ancora in 8 secondi …..

Le attività sportive e di gioco all'aperto sono ottimi metodi per rigenerare non solo il fisico ma anche la nostra vita sociale !!!!
  • DECOTTI & COCCOLE
La primavera ci trova un po’ impigriti e, come gli orsi, dobbiamo risvegliarci e riprendere il controllo delle nostre giornate e attività.
Dedichiamo un po’ di tempo anche alle pulizie di alleggerimento della nostra casa.
Così facendo, smuoveremo eventuali ristagni di energia nell’ambiente domestico: la primavera serve anche a questo !!!!


Le dolci coccole invernali sono un ricordo, ma anche la nuova stagione ne ha di nuove in riserbo:
pediluvi e bagni con sale marino e alghe, sono cure personali molto efficaci che si possono applicare in primavera.

Prima della doccia, strofinare la pelle del corpo con un guanto di crine o un asciugamano umido, partendo dalle dita della mano e salendo …. Proseguendo dai piedi e risalendo ancora.
Questa azione stimola la circolazione e il sistema linfatico, tonificando l’epidermide: usiamo degli scrub per il corpo, una volta a settimana, meglio se naturali come…. del semplicissimo zucchero di canna e poche gocce di olio di mandorle, impastati assieme :)

La zuppa/decotto di daikon secco, è ottima per depurare il fegato:

½ T di daikon secco

3 funghi Shitake o maitake secchi
1 cipolla media, tagliata a mezzaluna sottile
4 T di acqua
Tamari o shoyu a piacere
½ T di foglie di prezzemolo fresco, tritato grossolanamente
Una manciata di germogli a piacere
  1. Ammollare il daikon secco in acqua fredda, per 30 minuti, poi scolarlo (eliminando l’acqua di ammollo) e tritarlo finemente.
  2. Ammollare anche i funghi per 15 minuti, scolarli (eliminandone l’acqua di ammollo) e affettarli finemente, eliminando i gambi che risulterebbero troppo duri.
  3. Versare l’acqua in una casseruola, unire la cipolla e portare a bollore.
  4. Abbassare e lasciare sobbollire per 5 minuti, poi aggiungere il daikon e i funghi e cuocere, a fuoco basso, per 20 minuti.
  5. Condire con la salsa di soia a piacere (senza eccedere) e servire con il prezzemolo.
Buon lavoro e.... Buona primavera !!!!!!



"Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano...."

Da "Un Chimico"
di
Fabrizio de Andrè

giovedì 30 aprile 2015

METTI UN MUFFIN PER COLAZIONE....

.... Ma anche per un tè delle cinque o uno snack delle 11 ..... la modalità del muffin è comodo da conservare, servire e trasportare .... Oggi una versione semplice ma sostanziosa


MORBIDI MUFFINS ALLE MANDORLE

150 g di farina di farro
50 g di farina di mandorle, meglio se tostata
20 g di granella di mandorle, tostata
150 g di sciroppo di riso
2 C di sciroppo d'acero
50 g di olio di girasole
mezza bustina di lievito per dolci, bio
la buccia grattugiata e il succo di un limone, bio
100 g di latte di mandorle non zuccherato
1/4 c di sale fino
qualche goccia di estratto di mandorle, naturale

una manciata di mandorle in scaglie per decorare
  1. Riscaldare il forno a 175° e ungere leggermente 6 stampi per muffin.
  2. Setacciare in una ciotola la farina di farro con il sale e il lievito.
  3. Aggiungere la farina di mandorle, l'olio, lo sciroppo di riso e di acero, la buccia di limone e il suo succo, l'essenza di mandorle sempre mescolando ma senza eccedere. 
  4. Per ultimo unire il latte di mandorle e amalgamare.
  5. L'impasto deve essere cremoso e morbido; se necessario, unire qualche cucchiaio di acqua.
  6. Con l'aiuto di un dosatore per gelati o due cucchiai, distribuire negli stampi preparati l'impasto, che dovrà riempirli al massimo per 3/4.
  7. Cospargere con le lamelle di mandorle e infornare per mezz'ora circa o fino a quando, inserendo al centro uno spiedino di bambù, ne uscirà asciutto e bollente.
  8. Lasciare raffreddare prima di servire.
VARIAZIONE: si possono aggiungere pezzetti di cioccolato fondente o uvette a piacere.

lunedì 27 aprile 2015

UN DOLCE ..... RICORDO



Amici datati di recente .... di luoghi datati in origine ....

I Social network diventano un mezzo prezioso per ritrovare persone e per conoscerne altre .... fili sottili che si intersecano nella trama della mia vita .... fili che spesso mi riportano vicino a lontani ricordi del passato ..... Così una gita nel mantovano, con relativa scorpacciata in compagnia, mi riporta alla mente il ricordo di un dolce dell'infanzia: la sbrisolona.
Torta "simbolo" della pasticceria mantovana, il cui nome deriva proprio da "Brisa" ovvero briciola in dialetto, dalle origine antiche e contadine, nata attorno al 500 durante l'epoca dei Gonzaga, dall'unione di ingredienti poveri e contadini: 
la farina di mais, lo strutto e le nocciole; 
era chiamata anche torta delle tre tazze, proprio perchè la dose dei tre ingredienti era identica e pari a una tazza per ciascuno :)

Nel trascorrere degli anni, la sua consistenza grezza e ruvida si è, poco a poco, raffinata, mescolando la farina della polenta con quella di frumento, sostituendo lo strutto con il burro e le nocciole con le mandorle, dal gusto più delicato, ma le modalità di servirla sono rimaste le stesse: un dolce conviviale, che fa "calore" in famiglia e tra gli amici, spezzandolo a tocchetti, direttamente con le mani e che, prosegue la sua socialità con la raccolta delle briciole che restano nel piatto: azione che ci fa tornare tutti un po' bambini :)

Come sempre, questa è una rivisitazione in versione completamente vegetale e senza zuccheri semplici.... 
la mia nonna Lucia la serviva con bicchierini di rosolio o di liquore all'erba Luisa .....


SBRISOLONA

200 g di farina di mais (meglio tipo Fioretto)
200 g di farina di farro
200 g di margarina bio di girasole
200 g di mandorle pelate tostate e tritate grossolanamente
180 g di sciroppo o malto di riso
50 g di mandorle sgusciate (ancora con la pellicina)
la buccia di un limone bio, grattugiata
1/2 c di vaniglia in polvere
1/2 c di sale fino
2 C di farina di lino
  1. Riscaldare il forno a 170° e ungere accuratamente una teglia bassa rotonda, d. 26/28 cm.
  2. Versare le farine in una ciotola capiente assieme alle mandorle tritate, mescolando con le mani.
  3. Unire la margarina a pezzetti, il sale, la vaniglia, la buccia di limone e, per ultimo, il malto o sciroppo di riso.
  4. Mescolare con la punta delle dita, molto velocemente, fino ad amalgamare gli ingredienti ottenendo una consistenza granulosa e sabbiosa.
  5. Versare metà del composto, nella teglia preparata e premere delicatamente con il palmo delle mani, per compattare il fondo, poi unire il rimanente impasto, distribuendolo in modo omogeneo e premendo leggermente, senza eccedere.
  6. Distribuire le rimanenti mandorle con la buccia, premendo delicatamente affinché affondino nell'impasto, poi infornare e cuocere per 50 minuti.
  7. Lasciare raffreddare completamente e servire la sbrisolona in un piatto da portata, spezzandola a tocchi con le mani e accompagnando da una salsa al cioccolato oppure da liquore o vino liquoroso a piacere.